Ciad – Israele: prima visita “storica” del presidente Deby a Gerusalemme

Pubblicato il 26 novembre 2018 alle 10:10 in Ciad Israele

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Il presidente del Ciad, Idriss Deby, ha incontrato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, a Gerusalemme, domenica 25 novembre, per affrontare temi relativi alla sicurezza. Il meeting è stato definito “storico”, in quanto si è trattato della prima visita di un leader del Ciad in Israele, con cui il Paese africano intrattiene rapporti dal 1972.

In seguito al colloquio, Netanyahu ha spiegato alla stampa che i due Stati non hanno mai interrotto i rapporti e che, ad oggi, stanno cercando di approfondirli molto velocemente in diverse aree, tra cui la lotta al terrorismo, ambito che il premier israeliano considera prioritario. Da parte sua, Deby ha reso noto che i due Stati si sono impegnati ad avviare una nuova era di cooperazione, con la prospettiva di rilanciare le relazioni diplomatiche. Il leader del Ciad ha altresì sottolineato la questione palestinese, riferendo che la sua volontà di migliorare i legami con Israele non ha messo in secondo piano la preoccupazione per il processo di pace. “Il Ciad rimane profondamente legato al processo di pace tra Israele e la Palestina”, ha dichiarato Deby.

Nel corso dell’anno passato, Israele ha fornito al Ciad armi ed equipaggiamento militare per sostenerlo nella lotta cabro il gruppo terroristico nigeriano, Boko Haram, e altri gruppi di ribelli. Il Paese africano, insieme agli altri Stati della regione, è impegnato in operazioni sia contro Boko Haram sia contro lo Stato Islamico. Il governo di Netanyahu sta investendo molto in Africa, dove molti Paesi precedentemente vicini ad Israele, hanno allentato le relazioni in seguito all’occupazione dei territori palestinesi nel corso del conflitto del 1967. Già nel luglio 2016, Deby aveva ospitato l’allora direttore del Ministero degli Esteri israeliano, Dore Gold, per avviare un miglioramento delle relazioni.

Il corrispondente di al-Jazeera in Ciad, Fadboul Abderazak, ha spiegato che la visita Deby a Gerusalemme ha sollevato le critiche di molti membri dell’opposizione ciadiana, i quali sostengono che, dal 2008, Israele abbia fornito equipaggiamento elettronico alle agenzie di sicurezza ciadiane per spiare le loro attività. Tale informazione, tuttavia, non è mai stata confermata.

Il Ciad, posizionato nell’Africa centrale, è caratterizzato da un territorio semidesertico e senza alcuno sbocco al mare,ed è circondato da Paesi caratterizzati da forti instabilità, quali Libia, Sudan, Repubblica Centrafricana, Camerun, Nigeria e Niger. Da quando ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia, nel 1960, la storia del Paese africano è stata caratterizzata dalla violenza, causata soprattutto dalle tensioni tra i cittadini arabi-musulmani, concentrati nel Nord, e la maggioranza di cristiani e animisti che, invece, vivono nel Sud.

Nonostante nel 2003 sia iniziata la produzione petrolifera, grazie al completamento di un condotto che collega il Ciad alla costa atlantica, le autorità di N’Djamena, guidate dal presidente Idriss Deby e dal premier Alber Pahimi Padacké, continuano a faticare per cercare di ridurre il tasso di povertà, e per migliorare le condizioni sociali dei cittadini. La situazione umanitaria è ulteriormente aggravata dalle offensive di Boko Haram, che è particolarmente attivo nella zona del Lago Ciad, dove i militanti continuano a uccidere civili e a distruggere le abitazioni locali. La violenza dei terroristi ha contribuito ad aumentare il numero di sfollati interni, peggiorando nettamente le condizioni di vita degli abitanti della regione.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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