Qatar: in via di riconsiderazione l’invio di denaro liquido a Gaza

Pubblicato il 25 novembre 2018 alle 15:13 in Palestina Qatar

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Il Qatar starebbe considerando se continuare a finanziare Gaza con denaro liquido o se cambiare metodo per trasferire i finanziamenti nell’enclave. Il governo, infatti, teme che pagando i salari dei membri di Hamas potrebbe essere considerato un sostenitore del terrorismo.

The Times of Israel ha riportato che fra alcuni funzionari qatarini è circolato un documento che sostiene che trasferire i soldi al gruppo terroristico palestinese è una mossa “problematica” che ha portato a diverse critiche sia da parte di Israele, sia da parte della Palestina. I trasferimenti di liquidi, infatti, “rinforzerebbero solamente la visione negativa del Qatar come finanziatore del terrorismo, contro gli Stati sunniti”. Proprio per questo motivo, nel 2017 l’Arabia Saudita e i suoi alleati avevano tagliato i rapporti con Doha.

Il documento riporta altresì i problemi causati dal metodo di trasferimento dei fondi. “Se l’intenzione fosse stata solamente pagare i salari dei funzionari del governo, sarebbe stato possibile farlo trasferendo direttamente il denaro ai loro conti bancari, piuttosto che consegnarlo in liquidi, un metodo che ricorda quelli della mafia” si legge nel resoconto. Inoltre, il Qatar è preoccupato che il trasferimento di denaro abbia avuto un effetto negativo sulla sua immagine pubblica. Una fonte israeliana ha comunicato che il Qatar teme che la mossa, invece di essere vista come un modo per riabilitare Gaza, potrebbe essere considerata volta a finanziare Hamas e il suo ramo militare.

Il Qatar aveva cominciato il trasferimento di denaro già il 10 novembre, quando aveva consegnato 15 milioni di dollari che erano stati distribuiti agli impiegati in 12 uffici postali dell’enclave. Si era trattato del primo pagamento, per un ammontare di circa 90 milioni di dollari, che arriveranno nella Striscia nei prossimi 6 mesi. Nell’occasione, il Qatar era stato accusato di aver fatto entrare i finanziamenti in 3 valige, agendo “come gangster”. Nonostante Israele avesse dato il via libera al denaro qatarino, l’ex ministro della Difesa, Avigdor Liberman, aveva criticato tale decisione, considerandola una capitolazione al terrorismo.

Il trasferimento di denaro è parte di un accordo secondo il quale il gruppo terroristico porrà fine ai mesi di proteste violente, nate nel contesto della Marcia del Ritorno, mentre, in cambio, Israele ed Egitto alleggeriranno il blocco su Gaza. Sulla Striscia è in vigore da circa 11 anni un embargo che ha portato i due terzi della popolazione a vivere in base agli aiuti che riescono a entrare nell’area. Le Nazioni Unite hanno avvertito che il blocco israeliano è responsabile per aver provocato una situazione umanitaria “catastrofica”. Israele, da parte sua, giustifica il blocco imposto su Gaza, sostenendo che esso è necessario per isolare Hamas, contro il quale ha combattuto tre guerre dal 2008.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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