Melbourne: arrestati 3 uomini per terrorismo, volevano colpire luogo affollato

Pubblicato il 21 novembre 2018 alle 7:22 in Australia

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La polizia federale australiana ha arrestato 3 uomini che stavano pianificando di compiere un attentato in un luogo affollato a Melbourne, per colpire quante più persone possibili.

L’operazione, condotta dall’Australian Security Intelligence Organization e da altre agenzie parte della Joint Counter Terrorism Team, è stata effettuata la mattina di martedì 20 novembre. I tre arrestati, tutti cittadini australiani, sono il 21enne Hanifi Halis, il 26enne Samed Erikioglu e il 30enne Ertunc Erikioglu, i quali sono stati presi in custodia mentre erano in procinto di procurarsi una pistola semi-automatica. La polizia li ha accusati di stare organizzando un attentato terroristico. Gli individui erano già noti alla polizia, che aveva ritirato loro i passaporti per impedire che andassero all’estero per raggiungere zone di conflitto.

Secondo le indagini, i tre stavano per scegliere un luogo da colpire. “Sicuramente stavano cercando un posto di raccolta di massa, volevano uccidere il maggior numero di persone possibile”, ha spiegato un agente, il quale ha aggiunto che, ad avviso delle forze di sicurezza, non avevano nessun complice. Con il loro arresto, ha assicurato la polizia, la minaccia legata ai tre è stata annullata.

Per comunicare, i sospettati usavano applicazioni messaggistiche criptate. Tale dettaglio, ad avviso del ministro dell’Interno australiano, Peter Dutton, dimostra la necessita di introdurre nuove leggi. Nei mesi passati, era stata proposta una legge per richiedere alle compagnie come Facebook e Apple di fornire l’accesso ai dati privati criptati legati agli individui sospettati di attività illegali. “Ci sono persone in Australia che messaggino usando applicazioni criptate e che la polizia non riesce a decifrare”, ha spiegato Dutton. Al momento, la polizia ha reso noto di aver intercettato oltre 17.000 telefonate e 10.500 messaggi tra diversi gruppi di sospettati. Occorreranno diversi mesi per trascrivere e analizzare tale materiale.

L’arresto dei tre uomini è avvenuto a dieci giorni di distanza dall’attentato del 9 novembre a Mlbourne, dove un uomo di origine somala ha fatto esplodere l’auto che stava guidando e ha accoltellato 3 persone, uccidendone una. L’azione è stata rivendicata dallo Stato Islamico attraverso l’agenzia di stampa Amaq, la quale ha riferito che l’attentatore “era uno dei suoi combattenti”. Si era trattato del secondo attentato con coltello commesso in Australia dall’inizio del 2018. Il primo si era verificato il 9 febbraio scorso a Mill Park un sobborgo di Melbourne, dove Momena Shoma, ragazza 24enne originaria del Bangladesh, aveva accoltellato un infermiere di 56 anni nel collo mentre dormiva. L’attentatrice era giunta in Australia il primo febbraio con un visto da studentessa e si era stabilita in una stanza in affitto, nella casa della vittima. Shoma stessa ha confessato ai magistrati di aver commesso l’omicidio su ordine dell’ISIS.

Nel 2017, l’Australia è stata teatro di due incidenti che sono stati definiti dalle autorità “atti di terrorismo”. Il primo si è verificato il 6 e 7 aprile a Queanbeyan, nel New South Wales, dove due adolescenti di 16 e 17 anni hanno pugnalato a morte un dipendente di una stazione di servizio per poi ferire altre 4 persone. Il secondo attacco del 2017 si è verificato il 5 giugno a Brighton, un sobborgo di Melbourne, dove il 29enne somalo-australiano Yacqub Khayre ha ucciso il receptionist del Buckingham International Serviced Apartments, prendendo poi in ostaggio una prostituta. In seguito, l’uomo è morto nel corso di una sparatoria con la polizia, che ha definito l’episodio un atto di terrorismo.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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