Ciad: sconfitti i ribelli nel Nord del Paese

Pubblicato il 21 novembre 2018 alle 6:01 in Africa Ciad

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Il Ministero della Difesa del Ciad ha reso noto che l’esercito ha sconfitto i ribelli nella regione settentrionale del Paese. Tale dichiarazione è stata rilasciata mentre il ministro della Difesa si trovava in visita ufficiale nell’area di Miski, a Tibesti, nel corso dei giorni passati. “Siamo venuti a trovare le nostre forze a Miski, che è stata liberata dai nemici. Invito tutti i cittadini dell’area a recarsi dalle forze di sicurezza per lasciare spazio a coloro che vogliono creare problemi, in modo che noi li perseguiremo”, ha spiegato il ministro.

Negli ultimi tre mesi, la zona montuosa di Tibesti, al confine con la Libia e il Niger, è stata caratterizzata da tensioni crescenti a causa della presenza di gruppi di ribelli. Secondo quanto riportato da un ufficiale di sicurezza, negli ultimi giorni l’esercito ciadiano ha compiuto diversi bombardamenti aerei. Il Ciad ha lanciato missioni via aria e terra nella zona dei confini con la Libia, in seguito ad assalti, avvenuti il 21 e 24 agosto, da parte dei militanti del movimento Military Command Council for the Salvation of the Republic (CCMSR), i quali hanno attaccato le forze governative al confine con la Libia. Le autorità di N’Djamena hanno spiegato che tali operazioni mirano a eliminare i ribelli ed i trafficanti di esseri umani da Tibesti, zona ricca di miniere d’oro. L’obiettivo dei gruppi ribelli, al contrario, è quello di impadronirsi dell’area per farvi confluire le proprie rotte di traffici illegali.

Il Ciad è uno Stato dell’Africa centrale semidesertico e senza alcuno sbocco al mare, circondato da Paesi caratterizzati da forti instabilità, quali Libia, Sudan, Repubblica Centrafricana, Camerun, Nigeria e Niger. Da quando ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia, nel 1960, la storia del Ciad è stata caratterizzata dalla violenza, causata soprattutto dalle tensioni tra i cittadini arabi-musulmani, concentrati nel nord del Paese, e la maggioranza di cristiani e animisti che, invece, vivono nel Sud.

Nonostante nel 2003 sia iniziata la produzione petrolifera, grazie al completamento di un condotto che collega il Ciad alla costa atlantica, le autorità di N’Djamena, guidate dal presidente Idriss Déby e dal premier Alber Pahimi Padacké, continuano a faticare per cercare di ridurre il tasso di povertà, e per migliorare le condizioni sociali dei cittadini. La situazione umanitaria è ulteriormente aggravata dalle offensive di Boko Haram, che è particolarmente attivo nella zona del Lago Ciad, dove i militanti continuano a uccidere civili e a distruggere le abitazioni locali. La violenza dei terroristi ha contribuito ad aumentare il numero di sfollati interni, peggiorando nettamente le condizioni di vita degli abitanti della regione.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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