La spinta finale dell’ONU per la formazione del comitato costituzionale siriano

Pubblicato il 20 novembre 2018 alle 14:36 in Medio Oriente Siria

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L’inviato ONU per la Siria, Staffan de Mistura, lunedì 19 novembre, ha dichiarato di essere pronto ad abbandonare gli sforzi per istituire un comitato sulla stesura di una costituzione postbellica, se non si raggiungerà un accordo entro la fine di dicembre.

La commissione costituzionale concordata in una conferenza ospitata dalla Russia a gennaio ha incontrato obiezioni da parte del governo siriano, il quale si oppone alla partecipazione di leader religiosi, rappresentanti di gruppi di donne ed esperti indipendenti. Al centro degli sforzi di pace delle Nazioni Unite in Siria, il comitato avrebbe il compito di negoziare una nuova Costituzione postbellica per aprire la strada alle elezioni. In un caso così sfortunato, sarò certamente pronto a spiegare al Consiglio perché.

“Siamo negli ultimi giorni dei tentativi volti ad attuare la commissione costituzionale. Potremmo dover concludere che potrebbe non essere possibile formare una commissione costituzionale, credibile e inclusiva, in questa fase ha affermato l’inviato de Mistura in occasione di una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

De Mistura, un diplomatico italo-svedese, è stato un inviato di pace dell’ONU dal luglio 2014, doveva dimettersi alla fine di novembre, ma ha accettato di rimanere per un mese in più per guidare una spinta finale. Le Nazioni Unite sperano ancora di inviare inviti ai membri della commissione entro la metà di dicembre e di convocare una prima riunione entro il 31 dicembre, secondo l’inviato. Anche i leader di Russia, Turchia, Germania e Francia hanno chiesto la formazione del comitato entro la fine dell’anno. Nel frattempo, il diplomatico norvegese Geir Pedersen è stato nominato per diventare il quarto inviato Onu per la Siria dall’inizio della guerra nel 2011.

La Russia e l’Iran, i quali forniscono un supporto militare cruciale per il presidente siriano, Bashar al-Assad, e la Turchia, la quale sostiene alcuni dei gruppi armati ribelli, si incontreranno lultima settimana di novembre nella capitale kazaka, Astana.

Più di 360.000 persone sono state uccise durante la guerra civile siriana, la quale è iniziata nel marzo 2011 come rivolta contro Assad, ma si è trasformata in un conflitto complesso che coinvolge una miriade di gruppi armati.

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Alice Bellante

di Redazione

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