Yemen: i ribelli sospendono gli attacchi aerei su richiesta ONU

Pubblicato il 19 novembre 2018 alle 16:24 in Medio Oriente Yemen

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Le milizie Houthi dello Yemen, il 19 novembre, hanno annunciato di aver fermato diversi attacchi di droni e missili contro l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e i loro alleati yemeniti, rispondendo a una richiesta delle Nazioni Unite.

La decisione delle milizie ribelli è arrivata dopo che la coalizione a guida saudita ha ordinato una battuta d’arresto nella sua offensiva contro la principale città portuale dello Yemen, Hodeidah, la quale è diventata il fulcro della guerra in corso nel Paese.

“Dopo i nostri contatti con l’inviato dell’Onu e la sua richiesta di fermare droni e attacchi missilistici … Annunciamo la nostra iniziativa … volta a fermare gli attacchi missilistici e i droni” ha affermato Mohammed Ali al-Houthi, il capo del Comitato Rivoluzionario Supremo degli Houthi. Nel frattempo, la stessa Coalizione araba ha confermato di aver intercettato e distrutto 3 missili balistici lanciati dalle milizie Houthi a Marib domenica 19 novembre. Anche la settimana precedente, le difese aeree della coalizione avevano intercettato 2 missili balistici sparati dalle milizie verso il quartier generale della coalizione nella stessa provincia.

L’inviato speciale delle Nazioni Unite, Martin Griffiths, sta cercando di riavviare i colloqui di pace dopo che il round previsto per il 5 settembre è fallito dopo 3 giorni per la mancata presenza dei ribelli Houthi. Il rappresentante ONU spera di convocare altri colloqui prima della fine dell’anno, in Svezia, per concordare un quadro per la pace sotto un governo di transizione.

I partiti dello Yemen hanno dato “ferme assicurazioni” circa il loro impegno a partecipare ai colloqui di pace che saranno convocati a breve. Da parte sua, il gruppo allineato con l’Iran, impegnato a combattere il governo sostenuto dai sauditi da quasi 4 anni, ha dichiarato di essere pronto per un cessate il fuoco più ampio nel caso in cui anche la coalizione guidata dai sauditi volesse la pace. Anche l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato di sostenere i colloqui di pace guidati dall’ONU.

Molti Paesi, tra i quali Stati Uniti, Francia e Regno Unito, di recente hanno chiesto la fine delle ostilità tra la coalizione a guida saudita e i ribelli Houthi. Lunedì 19 novembre, Londra dovrebbe presentare una bozza di Risoluzione al Consiglio di Sicurezza per favorire questo obiettivo, secondo quanto comunicato dall’ambasciatrice britannica, Karen Pierce. Inoltre, Griffiths ha promesso che si recherà a Hodeida, la città portuale dilaniata dagli scontri nelle ultime settimane, per discutere i piani secondo i quali le Nazioni Unite prenderanno il controllo del porto per gestire l’arrivo di aiuti e rifornimenti. In questo modo si rassicurerebbe l’alleanza saudita, che teme che gli Houthi facciano entrare dal porto le loro armi.

Il conflitto in corso nello Yemen, attualmente il Paese più povero del mondo arabo, sede di circa 28 milioni di persone, è iniziato con l’occupazione, avvenuta nel 2014, della capitale, Sanaa, da parte ribelli Houthi, i quali hanno poi rovesciato il governo internazionalmente riconosciuto del presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi. Preoccupata per l’ascesa dei ribelli Houthi, i quali si ritiene che godano del sostegno iraniano, una coalizione militare sostenuta dagli Stati Uniti, dall’Arabia Saudita e dagli Emirati è intervenuta nel 2015 con una massiccia campagna aerea volta a reinstallare il governo di Hadi.

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Alice Bellante

di Redazione

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