Yemen: ribelli Houthi e governo del Paese accettano di partecipare ai negoziati di pace

Pubblicato il 17 novembre 2018 alle 15:40 in Medio Oriente Yemen

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L’inviato delle Nazioni Unite per lo Yemen, Martin Griffiths, ha dichiarato che le due parti belligeranti del Paese hanno accettato di partecipare ai negoziati in Svezia volti a porre fine a più di tre anni di guerra.

Venerdì 16 novembre, Griffiths ha comunicato al Consiglio di Sicurezza dell’ONU che il governo yemenita e i ribelli Houthi hanno dimostrato un “rinnovato impegno” per trovare una soluzione politica volta a mettere fine alla guerra che ormai da 3 anni costringe la popolazione del Paese a vivere nell’inedia. L’inviato delle Nazioni Unite ha spiegato di aver ricevuto la ferma promessa che entrambe le parti parteciperanno alle trattative.

Griffiths ha dichiarato che si recherà a Sana’a, la capitale dello Yemen, durante la terza settimana di novembre, per stabilire i dettagli dell’incontro. L’uomo si è altresì offerto di viaggiare verso la Svezia con la delegazione degli Houthi. Tuttavia, non è stata ancora annunciata una data per tale incontro. Inizialmente, la nuova tornata di negoziati era stata organizzata per il mese di novembre, ma in seguito era stata posticipata a dicembre.

Il funzionario delle Nazioni Unite ha spiegato che l’alleanza militare guidata da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti ha accettato una serie di accordi logistici per aprire la strada alle trattative. Le misure includeranno altresì l’evacuazione a scopo medico da Sana’a. Inoltre, Griffiths ha spiegato di aver quasi concluso un patto per lo scambio di prigionieri, un ulteriore tentativo per aumentare la fiducia tra le due parti prima dei negoziati.

Molti Paesi, tra i quali Stati Uniti, Francia e Regno Unito, di recente hanno chiesto la fine delle ostilità tra la coalizione a guida saudita e i ribelli Houthi. Lunedì 19 novembre, Londra dovrebbe presentare una bozza di Risoluzione al Consiglio di Sicurezza per favorire questo obiettivo, secondo quanto comunicato dall’ambasciatrice britannica, Karen Pierce. Inoltre, Griffiths ha promesso che si recherà a Hodeida, la città portuale dilaniata dagli scontri nelle ultime settimane, per discutere i piani secondo i quali le Nazioni Unite prenderanno il controllo del porto per gestire l’arrivo di aiuti e rifornimenti. In questo modo si rassicurerebbe l’alleanza saudita, che teme che gli Houthi facciano entrare dal porto le loro armi.

Il conflitto in corso nello Yemen, attualmente il Paese più povero del mondo arabo, sede di circa 28 milioni di persone, è iniziato con l’occupazione, avvenuta nel 2014, della capitale, Sanaa, da parte ribelli Houthi, i quali hanno poi rovesciato il governo internazionalmente riconosciuto del presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi. Preoccupata per l’ascesa dei ribelli Houthi, i quali si ritiene che godano del sostegno iraniano, una coalizione militare sostenuta dagli Stati Uniti, dall’Arabia Saudita e dagli Emirati è intervenuta nel 2015 con una massiccia campagna aerea volta a reinstallare il governo di Hadi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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