Conte in visita negli Emirati Arabi Uniti, prima visita nel Golfo Persico

Pubblicato il 16 novembre 2018 alle 9:38 in Emirati Arabi Uniti Italia

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Il premier Giuseppe Conte si è recato in visita ufficiale negli Emirati Arabi Uniti, giovedì 15 novembre.

Si è trattato del primo viaggio ufficiale di Conte nel Golfo Persico, dove ha incontrato una rappresentanza di 60 imprenditori italiani e, a seguire, il principe ereditario, Mohammed bin Zayed Al Nahyan, presso il palazzo presidenziale. Gli imprenditori delle imprese italiane, tra cui Eni, Saipem, Generali ed Elettronica, Fincantieri, Sace e Intesa San Paolo, hanno chiesto al premier una maggiore presenza dello Stato al fianco delle aziende. Per tutta risposta, Conte ha spiegato che il governo italiano sta lavorando a tal fine e non vuole far salire lo spread, mirando invece a velocizzare i pagamenti arretrati della Pubblica Amministrazione alle imprese. In particolare, il premier ritiene che Expo 2020, che si terrà negli Emirati, costituirà una nuova occasione per il sistema Italia, e darà spazio ad Eni che, il 13 novembre, ha concluso un accordo strategico con la compagnia petrolifera emiratina Andoc.

In tale data, come riferisce il comunicato stampa di Eni, l’amministratore delegato, Claudio Descalzi, ha firmato un patto per l’assegnazione alla compagnia italiana di una quota del 25% della concessione Ghasha, un mega progetto a gas localizzato nell’offshore di Abu Dhabi. La concessione avrà una durata di 40 anni e consiste nei giacimenti di Hail, Ghasha, Dalma e altri campi situati nella regione di Al Dhafra, i quali attingeranno dalle risorse del bacino arabo che, secondo le stime, dovrebbe contenere diversi trilioni di piedi cubi di gas recuperabile. È previsto che il progetto produca 1,5 miliardi di piedi cubi di gas al giorno, venendo avviato nella metà del prossimo decennio. Come ha spiegato Decsalzi, Eni sta perseguendo una strategia di crescita in Medio Oriente. Già nel mese di marzo, la compagnia aveva acquisito una quota del 10% nella concessione di Umm Shaif e Nar, sempre da Andoc, e una del 5% nella concessione di Lower Zakum, segnando la prima volta in cui un’azienda energetica italiana è entrata in concessione petrolifera con Abu Dhabi. Occorre ricordare che, oltre che negli Emirati, in Medio Oriente Eni è presente in Oman, Libano e Iraq.

Nel corso del colloquio con il principe emiratino, Conte ha affrontato temi economici, come gli scambi commerciali e gli investimenti. Gli Emirati Arabi Uniti sono il principale Paese mediorientale, fatta salva la Turchia, ad essere destinatario delle esportazioni italiane. Sulla scala di 30 Paesi stimata dal Ministero dello Sviluppo Economico da gennaio a luglio 2018, Ankara si trova al 12esimo posto, mentre Abu Dhabi al 23esimo. In relazione ai temi di sicurezza, è stata affrontata la questione della Libia. A tale proposito, il principe ha riferito di apprezzare lo sforzo italiano volto alla stabilizzazione del Paese nordafricano, lodando la conferenza di Palermo, dove si è recato anche l’uomo forte del governo di Tobruk, Khalifa Haftar, sostenuto dagli Emirati Arabi Uniti.

Dal punto di vista politico, la Farnesina rende noto che, negli ultimi anni, c’è stata una notevole crescita della cooperazione tra Italia e Emirati,  sia a livello bilaterale sia multilaterale.  Oltre ad essere aumentata la frequenza degli scambi di visite a livello di Ministri, è altresì aumentata notevolmente e sono stati regolari gli scambi di opinioni sui principali eventi mondiali, che hanno evidenziato una comunanza di vedute, facendo emergere Roma come interlocutore politico di primo piano per Abi Dhabi in iniziative di politica estera nell’area. In particolare, la lotta al terrorismo, il contrasto della pirateria e la stabilità regionale rappresentano punti di forte convergenza tra la politica estera italiana e quella emiratina.

La visita di Conte nel Golfo Persico ha seguito altri viaggi diplomatici all’estero. Il 2 novembre, il premier si è recato in Tunisia, dove ha incontrato il presidente, Beji Caid Essebsi, e il primo ministro, Youssef Chahed, per rinsaldare i rapporti di buon vicinato e avere uno scambio di prospettive in vista della Conferenza internazionale per la Libia. Si è trattata della prima visita di Conte in un Paese della sponda Sud del Mediterraneo e del Maghreb arabo. Successivamente, il 5 novembre, il premier italiano è volato in Algeria, dove ha colloquiato con l’omologo algerino, Ahmed Ouyahia. I due hanno affrontato diverse questioni di interesse comune come l’immigrazione irregolare. A tale proposito, Conte ha affermato di essere soddisfatto della collaborazione tra Italia e Algeria.

Parallelamente a tali visite di Conte in Nord Africa, il ministro dell’Interno e vice premier, Matteo Salvini, si è recato in Ghana, dove ha incontrato il presidente Nana Akufo-Addo e l’omologo Ambrose Dery. Durante i colloqui, i ministri ed il leader ghanese hanno affrontato diversi temi, tra cui la cooperazione in ambito economico, di sicurezza e del contrasto all’immigrazione irregolare. In particolare, Salvini ha dichiarato che l’Italia ha interesse ad investire nel Ghana per creare competenza e ricchezza. Gli obiettivi comuni concordati sono lo sviluppo dell’Africa, al fine di garantire “il diritto di vivere e lavorare nella propria patria”.

Nella giornata di venerdì 16 novembre, Conte riceverà a Palazzo Chigi il presidente dello Stato d’Israele, Reuven Rivlin.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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