Yemen: Hadi promette di liberare Hodeidah con la pace o con la guerra

Pubblicato il 15 novembre 2018 alle 16:44 in Medio Oriente Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente yemenita, Mansour Hadi, appoggiato dall’Arabia Saudita, il 15 novembre, ha promesso di liberare la città portuale di Hodeidah, malgrado egli abbia già espresso il suo sostegno per una proposta delle Nazioni Unite volta a porre fine ai combattimenti in corso nel Paese.

Hadi ha emanato diverse direttive per proteggere gli interessi dello Yemen e raggiungere una pace durevole. Tuttavia, secondo il capo del governo internazionalmente riconosciuto, la battaglia del popolo yemenita per liberare Hodeida è inevitabile, sia attraverso la pace sia attraverso la guerra. Tali commenti sono arrivati poche ore dopo che gli Emirati Arabi Uniti, un alleato chiave del governo yemenita, hanno affermato di sostenere i piani delle Nazioni Unite, secondo i quali si dovrebbero tenere dei colloqui di pace in Svezia, entro la fine del 2018. Dopo quasi 4 anni di conflitto tra i ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, e l’alleanza militare filo-governativa guidata dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti, gli scontri hanno raggiunto Hodeidah, attualmente in mano ribelli.

Il conflitto in corso nello Yemen, attualmente il Paese più povero del mondo arabo, sede di circa 28 milioni di persone, è iniziato con l’occupazione, avvenuta nel 2014, della capitale, Sanaa, da parte ribelli Houthi, i quali hanno poi rovesciato il governo internazionalmente riconosciuto del presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi. Preoccupata per l’ascesa dei ribelli Houthi, i quali si ritiene che godano del sostegno iraniano, una coalizione militare sostenuta dagli Stati Uniti, dall’Arabia Saudita e dagli Emirati è intervenuta nel 2015 con una massiccia campagna aerea volta a reinstallare il governo di Hadi.

Nella prima settimana di novembre, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha chiesto un’immediata interruzione dei combattimenti, avvertendo la comunità internazionale che il Paese si trova su un precipizio e potrebbe dover affrontare la peggiore carestia del mondo per decenni, se la violenza continua. Sempre secondo le Nazioni Unite, circa 22 milioni di yemeniti hanno attualmente bisogno di assistenza umanitaria.

Come se non bastasse, anche le agenzie umanitarie continuano ricordare alle parti belligeranti che combattere a Hodeidah, il punto di ingresso della maggior parte delle importazioni commerciali e degli aiuti dello Yemen, rischia di aggravare la terribile crisi umanitaria in corso nel Paese. La città portuale del Mar Rosso è il punto di ingresso per circa il 70% delle importazioni commerciali del Paese e di una vasta parte degli aiuti umanitari inviati sotto la supervisione dell’ONU.

Ogni 10 minuti, in media, un bambino muore in Yemen. Più di 400.000 bambini muoiono di fame. Un altro milione e mezzo è gravemente malnutrito e ha bisogno di aiuti per sopravvivere.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Alice Bellante

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.