Manovra: Austria e Olanda chiedono la procedura d’infrazione

Pubblicato il 15 novembre 2018 alle 12:39 in Austria Italia Olanda

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Austria e Olanda hanno contestato la scelta del governo italiano di non modificare la legge di bilancio. In particolare, i due Paesi si sono spinti oltre i commenti e hanno apertamente chiesto di aprire una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia.

Secondo il ministro delle Finanze austriaco, Hartwig Loeger, il governo italiano, con i suoi “messaggi populisti”, sta “tenendo in ostaggio il suo stesso popolo”. Loeger ha manifestato il proprio disaccordo con la posizione del ministro dell’Economia e delle Finanze italiano, Giovanni Tria, ed ha ribadito la rilevanza europea, e non solamente italiana, della scelta dell’esecutivo. Il ministro delle Finanze olandesi, Wopke Hoekstra, ha ritenuto la scelta di Roma “poco sorprendente ma molto deludente”, e ha anch’egli invocato “ulteriori provvedimenti” contro l’Italia.

Anche il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, rispondendo ad una domanda dei giornalisti che chiedevano di commentare la risposta di Roma, ha sostenuto che si tratta di una scelta sbagliata, che “non fa il bene né dell’Italia né degli Italiani”. I contenuti della manovra non andrebbero nella direzione di una crescita, della riduzione della disoccupazione giovanile o della realizzazione delle infrastrutture, che pure ne sono gli obiettivi principali.

L’attacco dei due Paesi non è una novità degli ultimi giorni. Già a metà ottobre, quando l’Italia aveva inviato la manovra di bilancio a Bruxelles per la prima volta, Austria e Olanda avevano guidato il gruppo degli Stati pronti a chiedere misure contro Roma.

Occorre tenere presente, tuttavia, che l’esecutivo austriaco “nero-blu”, frutto di una coalizione tra Österreichische Volkspartei (Övp), il Partito Popolare Austriaco del cancelliere  Sebastian Kurz, e Freiheitliche Partei Österreichs (Fpö), lo schieramento populista di estrema destra guidato da Heinz-Christian Strache, è stato considerato per diverso tempo un naturale interlocutore della Lega ed in particolare del vicepremier Matteo Salvini.

I leader dell’Unione Europea affiancati da Salvini nella “internazionale populista” delle europee 2019 sembrano dunque schierati su linee poco favorevoli all’attuale Italia, che intralciano i progetti dell’esecutivo giall-overde su diversi temi, in particolare quello economico. Già il 7 ottobre Kurz aveva annunciato la sua presentazione in Commissione di una bozza di bilancio con rapporto deficit/Pil pari allo 0%, mentre l’Italia insiste su una manovra che lo porterà al 2,4%.

Dopo le osservazioni della commissione di metà ottobre, il governo non ha cambiato rotta sulla legge di bilancio, che è stata inviata a Bruxelles con poche modifiche. Il Documento Programmatico di Bilancio (DPB) ha mantenuto inalterate le stime del Governo sulla crescita del Pil, all’1,5%, e sul rapporto deficit/Pil, al 2,4%. Questo valore, in particolare, è stato presentato da Roma come “limite invalicabile”.

Tra le novità spicca il piano di privatizzazione del patrimonio pubblico, per un valore totale dell’1% del Pil, ovvero 18 miliardi. Gli introiti che ne deriveranno, secondo il governo, consentirebbero il contrasto un’eventuale crescita del Pil non completamente realizzata. Il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ha tenuto a precisare che il piano di dismissioni, anche immobiliari, non riguarderà “i gioielli di famiglia” ma bensì beni secondari del Paese.

Un’altra novità consiste invece in un piano straordinario di interventi, volto al contrasto del dissesto idrogeologico che ha colpito l’Italia nelle ultime settimane, e che graverà sul bilancio dello Stato per circa lo 0,2% del Pil nel prossimo triennio. A questo si affianca un più ampio piano di messa in sicurezza e mantenimento della rete di collegamenti italiana, la cui necessità è stata messa in luce dal crollo del ponte Morandi a Genova. Per entrambe le spese eccezionali il governo ha chiesto, come si spiega nella lettera, l’applicazione della flessibilità per eventi eccezionali.

Il prossimo step sarà il 21 novembre, quando la Commissione Europea dovrà nuovamente esprimere il suo giudizio sulla manovra economica dell’Italia, così come dovrà giudicare i bilanci di altri cinque Paesi che hanno ricevuto una richiesta di chiarimenti da Bruxelles, ovvero Francia, Slovenia, Spagna, Portogallo e Belgio. Il prossimo 3 e 4 dicembre si riuniranno inoltre i ministri europei delle Finanze, che dovranno pronunciarsi su tali pareri.

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di Redazione

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