Yemen: scontri a Damt e Hodeidah

Pubblicato il 13 novembre 2018 alle 11:34 in Medio Oriente Yemen

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Dozzine di combattenti ribelli Houthi sono stati uccisi e feriti, il 13 novembre, mentre altri 10, tra cui alcuni comandanti presenti sul campo, sono stati arrestati in seguito a diversi scontri violenti in corso con l’esercito yemenita a Damt, l’ultima roccaforte Houthi del governatorato di Dhale, a sud dello Yemen.

Il centro mediatico delle forze dell’esercito yemenita ha dichiarato che gli scontri violenti a Damt sono scoppiati dopo che gli Houthi hanno cercato di razziare la città di al-Haqab e le montagne che circondano il lato occidentale di Damt. Le dozzine di combattenti Houthi uccisi o feriti nei combattimenti sono ancora nelle aree settentrionali di al-Haqab e nella periferia della città di Khab, l’ingresso occidentale di Damt. Tra le vittime, secondo fonti militari, ci sarebbe anche il comandante Houthi di Damt, Hisham al-Ghorbani, mentre il colonnello Abdelwah Abdullah, altro comandante di Houthi, è stato arrestato insieme ad altri 9 individui.

Per quanto riguarda invece l’area di Hodeidah, gli scontri sembrano essere diminuiti. L’apparente tregua delle ostilità in corso tra le forze della coalizione a guida saudita e i ribelli Houthi è arrivata poche ore dopo che fonti militari avevano riferito che almeno 149 yemeniti, tra cui 7 civili, erano stati uccisi nelle 24 ore del 11 novembre. I medici degli ospedali della città hanno riferito tra le vittime, 110 erano combattenti Houthi e 32 soldati filogovernativi.

Il conflitto in corso nello Yemen, attualmente il Paese più povero del mondo arabo, sede di circa 28 milioni di persone, è iniziato con l’occupazione, avvenuta nel 2014, della capitale, Sanaa, da parte ribelli Houthi, i quali hanno poi rovesciato il governo internazionalmente riconosciuto del presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi. Preoccupata per l’ascesa dei ribelli Houthi, i quali si ritiene che godano del sostegno iraniano, una coalizione militare sostenuta dagli Stati Uniti, dall’Arabia Saudita e dagli Emirati è intervenuta nel 2015 con una massiccia campagna aerea volta a reinstallare il governo di Hadi.

Nella prima settimana di novembre, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres ha chiesto un’immediata interruzione dei combattimenti, avvertendo la comunità internazionale che il Paese si trova su un precipizio e potrebbe dover affrontare la peggiore carestia del mondo per decenni, se la violenza continua. Sempre secondo le Nazioni Unite, circa 22 milioni di yemeniti hanno attualmente bisogno di assistenza umanitaria.

Come se non bastasse, anche le agenzie umanitarie continuano ricordare alle parti belligeranti che combattere a Hodeidah, il punto di ingresso della maggior parte delle importazioni commerciali e degli aiuti dello Yemen, rischia di aggravare la terribile crisi umanitaria in corso nel Paese. La città portuale del Mar Rosso è il punto di ingresso per circa il 70% delle importazioni commerciali del Paese e di una vasta parte degli aiuti umanitari inviati sotto la supervisione dell’ONU.

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Alice Bellante

di Redazione

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