Argentina: la Chiesa rinuncia ai fondi pubblici

Pubblicato il 12 novembre 2018 alle 6:04 in Argentina

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La Chiesa cattolica argentina rinuncerà progressivamente al contributo statale di 130 milioni di pesos all’anno (equivalenti a circa 3,5 milioni di dollari) e chiederà maggiore solidarietà economica ai fedeli per compensare i mancati introiti. I 130 milioni dello stato ammontano a meno del 10% del bilancio della Chiesa argentina, ma si tratta tuttavia di un carico gesto di simbolismo: i vescovi sono stati duramente criticati durante la recente battaglia legislativa per la legalizzazione dell’aborto, per i finanziamenti ricevuti dal bilancio pubblico. La rinuncia implica, inoltre, più indipendenza di fronte a un potere politico con cui, in generale, le gerarchie cattoliche non simpatizzano. La decisione della Conferenza episcopale argentina pone fine a una prebenda che risale all’ultima dittatura militare (1976-83).

La decisione è stata annunciata al termine di un incontro durato tutta la settimana e cui hanno preso parte oltre cento vescovi in attività e poco più di quaranta già in pensione. Il contesto della riunione episcopale non è stato solo segnato, come in precedenti occasioni, dal fatto che uno dei suoi ex membri, Jorge Bergoglio , è l’attuale Papa e mantiene un rapporto più o meno stretto con il peronismo, l’attuale opposizione al governo conservatore di Mauricio Macri. La messa celebrata lo scorso mese a Lujan dal vescovo Agustín Radrizzani, dinanzi a una moltitudine di sindacalisti che erano contrari al governo, ha alimentato numerose polemiche.

Il presidente della Conferenza episcopale argentina Oscar Ojea ha cercato in ripetute occasioni di sottolineare come l’omelia di monsignor Radrizzani non rappresenti una presa di posizione ufficiale della Chiesa cattolica contro le riforme sociali e il piano di riscatto economico del presidente Macri. In occasione della riunione, invece, Ojea ha ammesso che la chiesa non è esente da colpe per il deteriorarsi dei rapporti con le autorità civili, ma Ojea ha anche denunciato i presunti “attacchi senza precedenti” sofferti in Argentina da papa Francesco, “dall’interno e dall’esterno della chiesa”, e poi ha nuovamente lanciato una dura accusa contro Macri: “La crisi sociale ed economica che colpisce tutti gli argentini si risente la fiducia nella leadership politica – ha affermato – aumentando il malumore sociale, la rabbia e l’intolleranza”.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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