Afghanistan: talebani uccidono 12 soldati a Baghlan

Pubblicato il 11 novembre 2018 alle 13:15 in Afghanistan Asia

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Almeno 12 soldati sono stati uccisi dai talebani in un attacco a una piccola base militare nella provincia afgana settentrionale di Baghlan.

Safder Mohsini, capo del consiglio provinciale di Baghlan, ha dichiarato che, nell’attacco, la milizia ha altresì sequestrato 2 soldati e feritone altri 3. L’uomo ha spiegato che i militanti hanno dato fuoco alla base militare, prima di piazzare una serie di bombe intorno all’edificio, che hanno ucciso 4 persone che si erano recate sul luogo per aiutare a recuperare i corpi dei soldati. I talebani hanno rivendicato la responsabilità dell’assalto e hanno altresì dichiarato di aver rubato le munizioni presenti nella base.

Il gruppo terroristico organizza attacchi quasi quotidiani, principalmente contro le forze di sicurezza afgane d’istanza in località rurali. Gli assalti sono aumentati negli ultimi mesi, colpendo anche edifici del governo. All’inizio di novembre, un’agenzia statunitense ha spiegato che il governo afgano si trova in difficoltà per quanto riguarda la ripresa del controllo sui distretti sequestrati dai talebani, dove il numero delle morti tra le fila delle forze di sicurezza ha raggiunto livelli record.

Nel suo resoconto trimestrale al Congresso, l’ispettore generale speciale per la ricostruzione afgana (SIGAR) aveva dichiarato che i talebani sono arrivati a controllare la più ampia porzione di territorio di sempre dal 2011. Il governo dell’Afghanistan attualmente controlla o influenza solo il 55,5% dei distretti del Paese, il livello più basso da quando il SIGAR ha cominciato a tener conto del controllo distrettuale, a novembre 2015. A novembre 2015, il governo afgano controllava il 72% dei distretti del Paese. L’influenza o il controllo degli insorgenti è aumentato del 12,5%. Circa un terzo dell’Afghanistan è area “contestata”. Le cifre ufficiali danno un’idea della diminuzione del controllo dell’esercito afgano nel Paese, opposto all’insorgenza determinata e sostenuta dei talebani.

Considerato l’aumento delle violenze, in occasione di una conferenza tenutasi venerdì 9 novembre, la Russia ha cercato di facilitare il processo per riportare la pace nell’area. L’incontro si è tenuto a Doha, in Qatar, e vi hanno partecipato i funzionari dell’High Peace Council (HPC) e alcuni membri dei talebani. Mosca aveva invitato 12 Paesi e la milizia, nel tentativo di “cominciare una nuova pagina” nella storia dell’Afghanistan. Tuttavia, il governo di Kabul non aveva inviato alcuna delegazione. Invece, i funzionari dell’HPC, un comitato nominato dal governo e responsabile per i tentativi di riconciliazione con i talebani, durante l’incontro hanno ripetuto l’offerta di pace del presidente del Paese, Ashraf Ghani, che ha proposto di aprire le trattative senza precondizioni. L’incontro era terminato senza un accordo fra le parti.

Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo. 17 anni di invasione e più di 100 miliardi di dollari spesi, tuttavia, non sono ancora riusciti a porre fine all’instabilità del Paese, che continua a subire la furia sia dei militanti afgani, sia dei terroristi affiliati all’ISIS. Il loro obiettivo è quello di riprendere il controllo della capitale Kabul per imporre in tutto il Paese una rigida interpretazione della legge islamica.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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