Iraq: 3 morti e 12 feriti a Mosul

Pubblicato il 9 novembre 2018 alle 17:27 in Iraq Medio Oriente

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3 persone sono state uccise e 12 sono state ferite in seguito allesplosione di unautobomba nei pressi di un ristorante a Mosul, in Iraq, la sera dell8 novembre. Non è ancora chiaro se le vittime siano civili o combattenti, tuttavia alcuni testimoni hanno riferito che il ristorante colpito è noto per essere frequentato dal personale di sicurezza. Al momento, non cè stata alcuna rivendicazione per la responsabilità dell’esplosione.

Attacchi di questo genere non si verificavano nella città dell’Iraq settentrionale dalla sua liberazione dallISIS. Lo Stato Islamico aveva invaso Mosul nel 2014, trasformando la città nella sua capitale irachena di fatto, fino a quando le forze governative non l’hanno riconquistata il 9 luglio del 2017. Il gruppo estremista, che aveva istituito un califfato transfrontaliero tra Siria e Iraq, il 29 giugno 2014, ha altresì perso il controllo di Mosul e del resto delle sue roccaforti urbane, ma, ad oggi, continua ancora a condurre attacchi in stile guerriglia sia in Siria, sia in Iraq.

Nonostante ciò, la presenza del gruppo terroristico è attualmente limitata. L’Iraq ha dichiarato ufficialmente la vittoria militare sull’ISIS il 9 dicembre 2017. Tuttavia, il gruppo continua a condurre attentati, sempre meno sporadici, e a gestire cellule dormienti nel Paese, in particolare nel nord, attorno alla città di Mosul.

Il rapido collasso dell’esercito iracheno, che ha ricevuto centinaia di milioni di dollari di sostegno, addestramento e equipaggiamento dagli Stati Uniti dopo l’invasione del 2003, in corrispondenza dellaffermarsi dellISIS, ha scatenato diverse richieste di riforma del controllo militare a Baghdad. Non a caso, una delle principali debolezze dell’esercito, riscontrate proprio in corrispondenza delle prime offensive dello Stato Islamico, è il sistema delle liste dei soldati in servizio. Esse risultano essere “gonfiate”, includendo cioè molteplici combattenti “fantasma”, uomini elencati in servizio attivo ma che effettivamente non esistono o uomini che corrompono ufficiali superiori per tornare a casa, continuando a ricevere la paga e benefici derivanti dal servizio.

Da quando tali informazioni sono venute alla luce, il governo ha promesso di combattere la corruzione militare e di ricostruire il comando dell’esercito per prevenire futuri incidenti del genere.

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Alice Bellante

di Redazione

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