Siria: piano per il ritorno dei palestinesi a Yarmuk

Pubblicato il 7 novembre 2018 alle 16:25 in Palestina Siria

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Le autorità siriane hanno creato un piano per il ritorno dei palestinesi nel campo profughi di Yarmuk, devastato dalla guerra, nel sud di Damasco, secondo le dichiarazioni di martedì 6 novembre del vice ministro degli Esteri, Faisal al-Meqdad.

In un’intervista all’emittente televisiva di Beirut Al-Mayadeen, al-Meqdad ha affermato di avere un piano per garantire il ritorno di tutti i rifugiati nel campo, dove vivevano circa 160.000 palestinesi prima che scoppiasse la guerra in Siria nel 2011. Il vice ministro non ha specificato come o quando le persone avrebbero iniziato a tornare. Tuttavia, ciò che è noto è che il governo siriano e le forze alleate hanno riconquistato il quartiere a maggio, strappandolo allo Stato Islamico e spingendo i jihadisti fuori dal loro unico bastione intorno alla capitale. Attualmente, secondo le dichiarazioni di al-Meqdad, il governo sta compiendo sforzi per garantire la sicurezza, smantellando il campo minato lasciato dall’ISIS.

Fondato nel 1957 con tende per i palestinesi in fuga, estromessi dalle loro case, a causa dell’insediamento di Israele, Yarmuk divenne un vero e proprio quartiere. Nel 2012, circa 140.000 residenti si ritrovarono di nuovo in fuga, a causa degli scontri della guerra civile siriana. Il destino di coloro che decisero di rimanere fu affrontare gravi carenze di cibo e di medicine in un assedio governativo durato 3 anni. I jihadisti dell’ISIS sono altresì entrati nell’area nel 2015, portando ulteriori sofferenze ai residenti fino alla loro espulsione, avvenuta nel maggio dello stesso anno.

Il quartiere un tempo occupato è ora una città fantasma piena di macerie e di barre di acciaio maciullato. L’agenzia delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi, l’UNRWA, ha dichiarato che i 23 locali presenti nel campo, tra cui 16 scuole, sono seriamente danneggiati. A ciò, l’agenzia ha poi aggiunto che interverrà risolvendo i problemi presenti, solo se il governo permetterà ufficialmente ai residenti di tornare. Proprio alla luce di ciò, diversi funzionari delle Nazioni Unite e cittadini palestinesi hanno criticato Damasco per non aver ancora dato il via libera ai piani di ricostruzione e per non aver consentito ufficialmente il ritorno dei residenti. Tuttavia, in risposta, lunedì 5 novembre, Meqdad ha annunciato che il governo siriano non si opporrà a un ruolo per l’Autorità palestinese o per l’UNRWA nella ricostruzione del campo.

Sono più di 360.000 le vittime della guerra civile in Siria, scoppiata nel marzo 2011 con la brutale repressione di alcune proteste anti-governative.

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Alice Bellante

di Redazione

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