Iraq: 8 Ministeri rimangono vuoti

Pubblicato il 7 novembre 2018 alle 9:29 in Iraq Medio Oriente

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La profonda sfiducia e le divisioni tra le forze politiche di Baghdad hanno ritardato l’elezione di 8 Ministeri chiave tra cui Difesa e Interni, i quali avrebbero dovuto essere stabiliti nella seduta parlamentare di martedì 6 novembre.

Il 25 ottobre, i legislatori iracheni avevano approvato 14 dei 22 Ministeri presenti in Iraq, tra cui Finanza, Affari Esteri e Petrolio. Tuttavia, a causa delle profonde divisioni che affliggono il sistema politico, 8 Ministeri non erano stati messi ai voti con l’intenzione di raggiungere un accordo in una seduta successiva. Nonostante ciò, il programma del 6 novembre non ha incluso alcun voto di fiducia, prevedendo invece la discussione del bilancio del 2019, la formazione di alcune commissioni parlamentari e un confronto circa la misteriosa morte di migliaia di pesci nel fiume Eufrate.

Generalmente, in Iraq, le principali decisioni politiche sono prese per consenso dopo estese negoziazioni tra le diverse coalizioni che si battono per il potere. Proprio tali rivalità sono ritenute responsabili per il ritardo creatosi nella formazione ministeriale. Ad oggi, il Ministero della Difesa e quello degli Interni sono temporaneamente in mano al primo ministro Adel Abdel Mahdi. Come se non bastasse, oltre alle complicazioni già esistenti, alcuni parlamentari hanno insistito affinché i ministri nominati fossero controllati dal consiglio di “debaathificazione” dell’Iraq, per assicurarsi che nessuno fosse membro del partito al potere del dittatore Saddam Hussein.

Le elezioni per il Parlamento iracheno, composto da 329 membri, si sono tenute il 12 maggio. Barham Saleh è stato scelto come presidente. Tuttavia, solo il 25 ottobre, 5 mesi dopo le elezioni, il primo ministro ha formato il moderno governo. La nuova amministrazione si trova di fronte il compito di ricostruire il Paese, attualmente devastato dalla guerra contro l’ISIS, dalle feroci lotte settarie e dall’invasione statunitense del 2003. Oltre a ciò, dovrà affrontare i flagelli della corruzione, delle lotte di potere e dei servizi pubblici in decadenza.

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Alice Bellante

di Redazione

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