Palestina: Fatah acconsente ad accordo mediato da Egitto per sedare violenze tra Israele e Hamas

Pubblicato il 5 novembre 2018 alle 6:01 in Egitto Palestina

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Il partito Fatah, che governa l’Autorità Palestinese, ha ufficialmente dato il permesso ai negoziatori egiziani di mediare un accordo volto a sedare le violenze tra Israele e le fazioni guidate da Hamas nella Striscia di Gaza.

Domenica 4 novembre, fonti palestinesi di alto livello hanno dichiarato che i funzionari del Fatah hanno dato la loro approvazione all’Egitto durante un incontro con i leader di Hamas tenutosi al Cairo. Alla riunione hanno partecipato due membri del Fatah Central Committee, Azzam al-Ahmad e Hussein al-Sheikh, che è anche un confidente del presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas.

Sabato 27 ottobre, i militanti palestinesi e Israele avevano raggiunto un patto, grazie alla mediazione dell’Egitto, che prevede un cessate-il-fuoco. Inoltre, il 3 novembre, il presidente dell’Egitto, Abdel Fattah al-Sisi, aveva chiesto ad Abbas di accettare l’accordo graduale di riconciliazione con Hamas.

Secondo le fonti palestinesi, gli sforzi dell’Egitto sono volti soltanto a raggiungere la calma fra Gaza e Israele e non sono considerati un accordo formale o un cessate-il-fuoco, che può essere formulato, a loro dire, solamente dopo la riconciliazione palestinese. I funzionari palestinesi hanno dichiarato, inoltre, che l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, che Abbas presiede, è l’unico partito legittimo in grado di negoziare una tregua con Israele. Negli ultimi anni, sia Fatah che Hamas avevano firmato diversi accordi, incluso un patto sponsorizzato dall’Egitto, nel 2017, per portare Gaza sotto un unico governo e migliorare i tentativi di riconciliazione, ma entrambe le parti non hanno mai reso effettivi gli accordi.

Il Fatah si è accordato per un piano a due fasi, grazie al quale nelle prossime 2 settimane i cittadini di Gaza metteranno fine alle proteste, che vanno avanti dal 30 marzo, giorno della Marcia del Ritorno. In cambio, Israele permetterà ai convogli del Qatar di portare il petrolio nell’enclave per rifornire la centrare elettrica e eliminerà parzialmente alcune sanzioni. Il nuovo accordo per il cessate-il-fuoco, supervisionato da Nazioni Unite e Russia, avrà durata di 3 anni e aiuterà ad alleviare profondamente il blocco sull’enclave. Il gruppo terroristico sarà obbligato a punire i cittadini di Gaza che dimostrano violentemente lungo la frontiera con Israele. In cambio, l’Egitto aprirà in modo permanente l’attraversamento di confine di Rafah ed eliminerà il 70% del suo blocco sulla Striscia. Secondo l’accordo, Israele dovrà garantire 5.000 permessi lavorativi per i cittadini di Gaza ed espandere la zona di pesca da 9 a 14 miglia nautiche. Infine, l’Autorità Palestinese dovrà pagare l’80% dei salari dei funzionari di Hamas, e non farà obiezioni al Qatar, che finanzierà tali stipendi per almeno 6 mesi. Dopo che l’accordo sarà attuato e si sarà consolidato, l’Egitto comincerà a lavorare per arrivare a uno scambio di prigionieri tra Hamas e Israele.

Inoltre, nei prossimi 6 mesi, se la situazione si manterrà tranquilla, verranno cancellate ulteriori restrizioni, con l’obiettivo di ritornare al cessate-il-fuoco in vigore nel 2014 che aveva messo fine all’ultimo maggiore alterco tra Israele e i gruppi guidati da Hamas a Gaza.

Hamas, un gruppo terroristico islamista che si è posto come obiettivo distruggere Israele, controlla Gaza dal 2007 e, da allora, rimane profondamente in disaccordo con il Fatah. Tel Aviv considera il gruppo responsabile di tutti gli attacchi provenienti dalla Striscia.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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