Yemen: la coalizione araba avanza verso Hodeidah

Pubblicato il 4 novembre 2018 alle 6:00 in Medio Oriente Yemen

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L’alleanza militare araba a guida saudita, in guerra con i ribelli yemeniti Houthi, ha dichiarato di aver conquistato 2 aree nella periferia della grande città portuale di Hodeidah.

La coalizione militare saudita e degli Emirati Arabi Uniti, sabato 3 novembre, ha reso noto di aver avanzato in direzione della città portuale occidentale yemenita di  Hodeidah, ore dopo che i residenti hanno riportato una serie di oltre 25 raid aerei sulla città. I bersagli delle incursioni sono state le roccaforti dei ribelli Houthi. Il canale mediatico affiliato ai ribelli, Al-Masirah, ha contato oltre 60 raid aerei lunga la Kilo-16 e nelle aree circostanti, che hanno causato il ferimento di 4 civili. Kilo-16 è la principale superstrada che collega Hodeidah alla capitale Sanaa, in mano ai ribelli. Finora, le forze yemenite e della coalizione araba, che godono del sostegno statunitense, hanno rinsaldato il loro potere sulle Kilo 7 e Kilo 10, aree situate a meno di 5 chilometri dal grande mercato del pesce della città portuale.

Il giorno prima, venerdì 2 novembre, la coalizione militare araba guidata dagli Emirati Arabi Uniti e dall’Arabia Saudita aveva dichiarato di aver bombardato l’aeroporto internazionale di Sanaa e una base aerea adiacente. In quel caso, gli obiettivi in questione erano stati precedentemente usati dagli Houthi per lanciare attacchi con droni e missili balistici.

Martedì 30 ottobre, l’alleanza Emirati Arabi Uniti aveva inviato più di 10mila truppe aggiuntive verso la città portuale di Hodeidah, in una nuova offensiva volta ad assicurare le cosiddette “aree liberate” dagli Houthi. Il porto di Hodeidah è il principale canale per le importazioni commerciali e le forniture di soccorso nel Paese e proprio per questo svolge un’incredibile importanza strategica. Alcuni funzionari dell’Arabia Saudita e degli Emirati hanno inoltre affermato che il porto è anche il principale punto di ingresso per le spedizioni di armi iraniane agli Houthi, un’accusa che sia Teheran, sia i ribelli respingono.

Le agenzie umanitarie hanno messo in guardia già da tempo circa il pericolo che i combattimenti a Hodeidah sfocino in una grave crisi umanitaria nel Paese, dove circa la metà della popolazione, ossia 14 milioni di abitanti, sono ridotti sull’orlo della carestia.

Secondo lo Yemen Data Project, tra il 1 giugno e il 30 settembre, l’alleanza guidata dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti ha effettuato almeno 335 raid aerei nella provincia di Hodeidah, e sono i civili ad aver subito i danni maggiori. Almeno 15 persone sono state uccise nel mese di settembre quando le incursioni della coalizione hanno colpito un’autostrada che collegava la città di Hodeidah con la capitale Sanaa. Nonostante l’alleanza abbia riconosciuto errori nelle sue operazioni aeree, essa ha soprattutto difeso il suo record, negando aver colpito deliberatamente i civili. Tuttavia, la narrativa del Regno sulle azioni commesse in Yemen ha affrontato crescenti critiche in seguito all’uccisione di Jamal Khashoggi, il giornalista saudita e editorialista del Washington Post.

All’inizio di novembre, l’Armed Conflict Location and Event Data Project (ACLED), un organismo di supervisione indipendente, ha comunicato che ammontano a circa 56mila i cittadini yemeniti uccisi a causa di violenze armate, un bilancio delle vittime 5 volte superiore a quello segnalato dall’ONU, i cui dati, aggiornati al 2015, ne contavano ‘solamente’ 10mila.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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