Iran: al via produzione dei caccia Kowsar locali

Pubblicato il 3 novembre 2018 alle 10:35 in Iran USA e Canada

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L’Iran ha ufficialmente avviato la produzione nazionale dei caccia Kowsar, i quali saranno aggiunti alle forze aeree di Teheran, mentre aumentano le tensioni con Washington per via del ripristino delle sanzioni americane sul Paese mediorientale.

“Presto sarà raggiunto il numero necessario di unità di questo velivolo, che verranno messe al servizio dell’Aviazione”, ha annunciato il ministro della Difesa iraniano, Amir Hatami, in occasione di una cerimonia tenutasi sabato 3 novembre, trasmessa in televisione sulle reti nazionali, per celebrare la produzione del caccia in questione.
Le forze d’aria iraniane, fino ad ora, si limitavano a poco più di una ventina di cacciabombardieri, modelli ormai obsoleti acquistati tanto dalla Russia quanto dagli Stati Uniti prima della rivoluzione nazionale del 1978-79 che trasformò la monarchia iraniana in una repubblica islamica sciita.
Sia l’Iran sia la Russia hanno prestato sostegno militare alle forze governative siriane nel contesto della guerra civile scoppiata il 15 marzo 2011 e ancora in corso, ma mentre Teheran ha inviato numerosi armamenti e migliaia di soldati in Siria per fornire appoggio al presidente di Damasco, Bashar al-Assad, in quanto al supporto aereo, ha dovuto far leva enormemente sulle unità di Mosca a causa della mancanza di velivoli nazionali tecnologicamente avanzati.
Già nel 2013 la repubblica islamica dell’Iran aveva lanciato quello che doveva essere un nuovo caccia nazionale, chiamato Qaher 313, ma in quell’occasione numerosi esperti espressero perplessità, in particolare in merito alla fattibilità stessa di un velivolo del genere.

L’annuncio del lancio dei nuovi caccia Kowsar è stato dato a una giornata di distanza dalla più recente dichiarazione americana in merito alle misure punitive contro Teheran, in quanto nella precedente giornata di venerdì 2 novembre, gli Stati Uniti avevano concesso a 8 Paesi, tra cui Giappone, India e Corea del Sud, di continuare a comprare temporaneamente il petrolio dall’Iran, nonostante le ultime sanzioni imposte contro Teheran che verranno annunciate il prossimo 5 novembre. Lo scopo è quello di agevolare una transizione progressiva e graduale, in modo da non avere effetti troppo importanti sui prezzi del petrolio.

Il 21 agosto, la televisione di Stato iraniana aveva mostrato il presidente, Hassan Rouhuani, seduto nella cabina di pilotaggio del nuovo caccia di quarta generazione Kowsar, presso la mostra dell’Industria di Difesa Nazionale, a Teheran. Oltre a essere prodotto completamente in Iran, l’aereo possiede sistemi di avionica avanzati e un radar multiuso e potrebbe essere impiegato per brevi missioni di supporto aereo. Numerosi media, negli ultimi mesi, avevano mandato in onda alcuni video dei test di volo del Kowsar. Alcuni esperti militari ritengono che il caccia sia la copia di un F-5 prodotto per la prima volta negli Stati Uniti negli anni ’60. “Nonostante sia fabbricato in Iran, la struttura del velivolo è interamente estera” aveva dichiarato Justin Bronk, un esperto del Royal United Service Institute. Il ministro della Difesa iraniano, Amir Hatami, aveva affermato che la produzione dell’aereo è stata giustificata dal ricordo dei raid aerei che l’Iran aveva subito durante la guerra con l’Iraq, negli anni ’80, e dalle ripetute minacce di Israele e degli Stati Uniti, che avevano dichiarato che avrebbero considerato “tutte le opzioni” nella loro relazione con l’Iran.

Gli Stati Uniti hanno venduto centinaia di miliardi di dollari in armi ai Paesi rivali dell’Iran, richiedendo altresì a Teheran di contenere il proprio programma di difesa. Inoltre, Washington ha appena imposto nuovamente una serie di sanzioni sul Paese mediorientale, cercando di costringerlo a capitolare. Rouhani ha dichiarato che l’Iran deve mostrare sia equilibrio sia deterrenza, mentre l’opposizione vorrebbe provocare gli Stati Uniti con slogan aggressivi. Dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo nucleare del 2015, avvenuto l’8 maggio 2018, l’Iran ha evitato di rispondere con aggressività e ha cercato di mantenere un atteggiamento positivo nei confronti degli altri firmatari del patto, che si erano opposti alla decisione di Washington.

Negli ultimi anni, l’Iran ha svelato di essere in possesso di numerosi nuovi aerei da caccia. Nel 2013, Teheran annunciò di avere il Qahar-313, un velivolo che era stato paragonato agli F-22 e F-35 statunitensi. Tuttavia, molti esperti dell’aviazione si erano detti scettici riguardo il design e la qualità di fattura dell’aereo. L’aviazione iraniana comprende qualche dozzina di aerei da attacco al suolo, provenienti per la maggior parte dalla Russia e dagli Stati Uniti e acquistati prima della rivoluzione del 1979.

Allo stato attuale, i rapporti tra Washington e Teheran sono caratterizzati da forti tensioni economiche e diplomatiche. In seguito all’abbandono, da parte del presidente americano, Donald Trump, dell’accordo sul nucleare, e alla reimposizione delle sanzioni su Teheran per via del suo programma missilistico e nucleare, gli Stati Uniti stanno cercando non solo di indebolire la potenza economica e militare dell’Iran, Paese altamente competitivo a livello commerciale per via delle sue esportazioni petrolifere, ma anche di minare il sostegno che lo Stato mediorientale presta a guerre proxy nella regione, in primo luogo in Siria, Yemen, e in Libano. Sotto l’amministrazione Trump, gli Stati Uniti, che considerano l’Iran il principale nemico in Medio Oriente, stanno portando avanti una linea dura nei confronti di Teheran, promessa dall’attuale presidente americano nel corso della campagna elettorale. Uno dei momenti di maggiore tensione si è verificato l’8 maggio, quando gli Stati Uniti hanno notificato il loro recesso dall’accordo sul nucleare iraniano, firmato, il 14 luglio 2015, a Vienna, da Iran, Stati Uniti, Cina, Russia, Francia, Regno Unito e Germania. L’accordo prevedeva la revoca delle sanzioni internazionali contro Teheran, in cambio dell’impegno di quest’ultima a limitare il suo programma nucleare. Secondo l’amministrazione Trump, tuttavia, l’accordo non è riuscito a privare l’Iran dei mezzi necessari per sviluppare un’arma atomica né a interrompere la sua ingerenza sui Paesi vicini del Medio Oriente. Per tali ragioni, in seguito al recesso, il 7 agosto, gli Stati Uniti hanno annunciato la reintroduzione di sanzioni dirette contro il settore siderurgico e automobilistico iraniano nonché contro il settore finanziario. L’Iran, da parte sua, ha reagito alla decisione statunitense assumendo un atteggiamento di sfida che ha dato luogo ad una guerra di parole tra i leader dei due Paesi, iniziata il 22 luglio. Intanto, per il mese di novembre, è prevista l’entrata in vigore di una seconda tranche di sanzioni statunitensi contro l’Iran, diretta stavolta contro il settore petrolifero e bancario.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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