Etiopia: eletta prima donna come presidente della Corte Suprema

Pubblicato il 2 novembre 2018 alle 6:00 in Africa Etiopia

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Il parlamento etiope ha nominato il primo presidente donna della Corte Suprema nella storia del Paese, nel contesto degli sforzi auspicati dal nuovo premier riformista, Abiy Ahmed, verso la parità di genere in seno alle istituzioni nazionali.

Giovedì 1 novembre, il capo di Gabinetto, Fitsum Arega, portavoce del primo ministro Ahmed, ha annunciato tramite Twitter che il parlamento etiope ha approvato all’unanimità la candidata Meaza Ashenafi, nominandola di fatto coma la prima donna presidente della Corte Suprema federale del Paese.

La donna, attivista di lungo corso e da anni promotrice dei diritti delle donne, in tempi recenti ha ricoperto il ruolo di consigliere per i diritti delle donne presso la Commissione economica per l’Africa (UNECA), sita ad Addis Abeba. Inoltre nel 2012 Ashenafi aveva creato, con l’appoggio di altre 11 connazionali, una banca appositamente pensata per sostenere finanziariamente le donne. Candidandola come presidente della Corte Suprema, Abiy aveva riferito ai deputati che il sistema della giustizia nazionale necessitava migliorie per soddisfare adeguatamente le richieste avanzate dal popolo in merito a giustizia, democrazia e cambiamento nel Paese. Inoltre, parlando dell’allora candidata e oggi neoletta presidente, il premier aveva affermato: “Ho fatto questa nomina con la ferma certezza che lei abbia le capacità richieste, tenendo a mente la sua vasta esperienza internazionale”. Il parlamento ha approvato la scelta del primo ministro all’unanimità. In conformità con la costituzione dell’Etiopia, il sistema giuridico opera in maniera del tutto indipendente dal governo.

Quella di Meaza Ashenafi è per lo Stato la seconda nomina senza precedenti degli ultimi giorni, in quanto la settimana prima, l’Etiopia aveva nominato come nuovo presidente l’ambasciatrice Sahle-Work Zewde, ufficiale di lungo corso presso le Nazioni Unite, la quale è subentrata a Mulatu Theshome, che ha concluso il proprio mandato nella giornata di giovedì 25 ottobre. Anche in quel caso, si è trattato della prima donna nel Paese a ricoprire la carica di presidente. Il mandato presidenziale in Nigeria ha una durata di 6 anni e ogni presidente non può servire più di due mandati.

Fin dall’inizio del proprio mandato ministeriale, Abij ha avviato una serie di riforme politiche, economiche e sociali con l’obiettivo di far compiere al Paese una transizione democratica. A fianco alla lotta per la parità di genere in seno alle istituzioni etiopi, uno dei risultati più importanti ottenuti finora dal nuovo premier è stata la normalizzazione dei rapporti con la vicina Eritrea, con cui vigeva uno Stato di guerra dal maggio 1998 per via di una disputa territoriale riguardante i confini. I due Paesi hanno firmato due accordi di pace, di cui il primo il 9 luglio ad Asmara, il secondo il 16 settembre a Gedda, in Arabia Saudita.

Abij sta altresì lavorando per rafforzare i rapporti dell’Etiopia al di fuori dell’Africa. L’11 ottobre, Ahmed ha incontrato il premier italiano, Giuseppe Conte, ad Addis Abeba. I due hanno firmato una serie di accordi commerciali del valore di 22 milioni di euro, e hanno discusso dell’immigrazione. Le dinamiche migratorie nell’area del Corno d’Africa hanno implicazioni socio-economiche significative per l’Etiopia, in quanto il Paese africano sperimenta un’importante immigrazione transfrontaliera dagli Stati circostanti, quali Somalia, Sudan, Sud Sudan, Eritrea e Kenya. Tuttavia, molti etiopi scelgono di migrare in cerca di occupazione e buone opportunità economiche nei Paesi vicini e in Medio Oriente. Occorre ricordare, inoltre, che il 12 gennaio 2017, è stato inaugurato il primo corridoio umanitario tra Roma e Addis Abeba, per favorire l’arrivo degli stranieri bisognosi di protezione internazionale in territorio italiano in modo legale e in condizioni di sicurezza.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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