Nigeria: 15 morti, probabile opera di Boko Haram

Pubblicato il 1 novembre 2018 alle 11:22 in Africa Nigeria

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Sospetti militanti del gruppo islamista Boko Haram hanno ucciso almeno 15 persone in un attacco scagliato contro una serie di villaggi situati a nord-est della Nigeria, nella sera di mercoledì 31 ottobre.

A renderlo noto sono stati i residenti dei villaggi in questione, i quali hanno parlato con l’agenzia di stampa Reuters. L’esercito nigeriano ha diffuso un comunicato nel quale comunica di aver rinvenuto il corpo di un civile, in seguito a una violenta aggressione armata condotta da Boko Haram contro il mercato di Dalori, incursione fermata dall’arrivo dei soldati. Nel villaggio di Kofa, un inviato di Reuters ha testimoniato la morte di 5 civili intrappolati nelle loro case, depredate da Boko Haram, e arsi vivi. Il capo di un villaggio vicino Dalori ha altresì reso nota l’uccisione di una persona presso un campo di sfollati, mentre due abitanti del villaggio di Bulabrin hanno contato 9 morti nella loro cittadina.

Tutti i villaggi menzionati si trovano nella periferia della città nigeriana militarizzata di Maiduguri, il cuore del governo nella regione nord-orientale del Paese e il quartier generale dove si concentrano gli sforzi volti a sconfiggere Boko Haram e lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale  (ISWA).

Da quando Boko Haram ha avviato le proprie offensive, nel 2009, più di 30mila persone sono state uccise e circa 2,6 milioni di cittadini hanno abbandonato le loro case. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere Niger, Ciad e Camerun, causando una grave crisi umanitaria nella regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF). Nel maggio 2018, il rappresentante speciale dell’Africa occidentale all’ONU, Mohammed Ibn Chambas, aveva lodato l’iniziativa regionale volta a combattere il terrorismo, ma aveva chiarito che questa non bastava a indebolire il gruppo jihadista, che è ancora lontano dall’essere sconfitto.

Boko Haram, che da quasi 10 anni conduce una campagna militare nella Nigeria nordorientale, è solito sferrare le sue offensive attraverso l’impiego di kamikaze che vengono fatti esplodere in luoghi affollati, come piazze e mercati. L’organizzazione jihadista utilizza soprattutto donne e bambine che, dopo essere state rapite, vengono obbligate a immolarsi come terroriste suicide. Anche gli scontri diretti tra i militanti e l’esercito sono però frequenti. A febbraio, i soldati di Abuja erano riusciti a liberare una base del gruppo nella foresta di Sambisa, a Sabil Huda, conosciuta per essere l’ultimo nascondiglio dei terroristi. Nel corso delle operazioni, gli agenti nigeriani avevano catturato 46 militanti e avevano distrutto i campi di addestramento dei terroristi. 

Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano informa che, nel corso dell’anno passato, Boko Haram e l’ISWA hanno compiuto complessivamente 276 attacchi, che hanno causato 1278 morti e 949 feriti, posizionandosi al quinto posto nella lista delle organizzazioni terroristiche più letali al mondo dopo ISIS, Talebani, al-Shabaab e il Partito Comunista indiano. La Nigeria continua a collaborare con altri vicini colpiti dal terrorismo nella task force multinazionale congiunta, tra cui Benin, Camerun, Ciad e Niger per contrastare i terroristi.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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