Nigeria: scontri tra polizia e seguaci di un religioso sciita

Pubblicato il 31 ottobre 2018 alle 6:01 in Africa Nigeria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Almeno 3 persone sono morte nel corso degli scontri, scoppiati per sedare una protesta, tra la polizia locale e i seguaci del chierico sciita Ibrahim Zakzaky, incarcerato nel 2015, ad Abuja, in Nigeria. La manifestazione era stata organizzata in occasione di una processione religiosa annuale, che si tiene nella capitale nigeriana. 4 soldati hanno riportato ferite, secondo quanto riportato dall’esercito locale. Il portavoce dell’Islamic Movement Nigeria (IMN), che fa capo a Zakzaky, ha riferito che il bilancio delle vittime potrebbe aumentare.

Gruppi umanitari come Amnesty International hanno riferito che ci sono state testimonianze riguardanti l’uso di proiettili veri da parte della polizia contro la folla. Se venisse confermato che i manifestanti era disarmati, tale azione dovrebbe essere considerata illegale. Le proteste, iniziate nel corso del fine settimana passato, finora, hanno causato la morte di complessivamente 6 persone.

Ancor prima dell’arresto, Zakzaky era in cattivi rapporti con le autorità laiche della Nigeria, a causa dei suoi appelli per l’inizio una rivoluzione islamica sullo su esempio dell’Iran. Il religioso, che ha circa sessant’anni e ha perso la vista da un occhio durante gli scontri del dicembre 2015, durante i quali fu arrestato, è stato visto in pubblico solo due volte da quando si trova in carcere. Il governo della Nigeria ha precedentemente ignorato un ordine del tribunale per liberarlo.

Ad aprile, almeno 115 sostenitori dell’IMN sono stati arrestati nel corso di proteste ad Abuja, durante le quali la polizia ha usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua. Le proteste dei giorni passati sono state organizzate in occasione della commemorazione annuale di Arbaeen, durante la quale milioni di musulmani sciiti di tutto il mondo si dirigono verso santuari a Karbala, in Iraq.

Le ultime manifestazioni si sono verificate a poca distanza dallo scoppio delle violenze per le strade di Kaduna City, il 21 ottobre. In particolare, le offensive hanno interessato la comunità Cristiana e quella Musulmana, nell’area di Kasuwan Magani, nel sud della capitale di Kaduna. “La violenza a Kaduna deve essere condannata. La polizia è stata autorizzata a fare tutto ciò che servirà per riportare la calma. Una forza di intervento speciale è stata posizionata nei luoghi più colpiti”, ha riferito Buhari via Twitter, aggiungendo che il governo federale e le sue agenzie di forze dell’ordine coopereranno con il governo e con i leader delle comunità per assicurare il ritorno della pace e della sicurezza. Secondo quanto riportato dalla polizia, il corpo speciale sta effettuando attività di monitoraggio per sedare qualsiasi scontro, e perseguirà i criminali, effettuando altresì arresti nelle zone più a rischio.

Tali episodi si stanno verificando in un momento in cui la minaccia terroristica in Nigeria è in aumento. Negli ultimi mesi, centinaia di soldati sono stati uccisi dai terroristi di Boko Haram e dello Stato Islamico nell’Africa occidentale (ISWA), secondo quanto riferito da fonti militari. Nonostante il governo di Abuja abbia dichiarato più volte, nel corso degli ultimi anni, che Boko Haram è stato tecnicamente sconfitto e che la minaccia terroristica è diminuita, gli ultimi sviluppi dimostrano che i gruppi islamisti sono ancora molto attivi nel Paese africano. A metà ottobre, i terroristi nigeriani dello Stato Islamico nell’Africa occidentale (ISWA), affiliati a Boko Haram, hanno giustiziato Hauwa Leman, un’operatrice umanitaria del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC), catturata dai militanti a Rann, a Kala Belge, lo scorso marzo in Nigeria, insieme ad altri suoi colleghi. La notizia è stata confermata dal governo nigeriano. Già a settembre, i jihadisti avevano ucciso la 25enne Saifura Hussaini Ahmed Khorsa, catturata insieme a Hauwa Leman.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.