Afghanistan: doppio attacco dei talebani a Farah e a Kabul

Pubblicato il 31 ottobre 2018 alle 10:24 in Afghanistan Asia

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Un elicottero militare dell’esercito afghano è precipitato sulle montagne nel distretto di Anar Dara, nella provincia Sud-occidentale di Farah, causando la morte di 25 persone, mercoledì 31 ottobre. I talebani hanno rivendicato l’incidente, rendendo noto di aver abbattuto il velivolo. Il portavoce del corpo militare 207 Zafar, Najibullah Najib, ha spiegato che l’elicottero che è caduto stava volando insieme ad un altro verso la vicina provincia di Herat. A bordo c’erano membri del Consiglio provinciale di Farah, tra cui il presidente Farid Bakhtawar, che era considerato uno dei maggiori esponenti nella lotta contro i talebani per liberare la città di Farah, sotto assedio dei militanti dallo scorso maggio. Contemporaneamente, un attentatore suicida si è fatto esplodere di fronte al carcere di Pul Charkhi, a Kabul, uccidendo 7 persone e ferendone altre 10. In particolare, il terrorista ha preso di mira un veicolo sul quale viaggiavano alcuni dipendenti della prigione.

Tali incidenti sono avvenuto lo stesso giorno dell’arrivo di un gruppo di 5 leader talebani in Qatar, i quali sono stati rilasciati dal carcere, dove erano stati rinchiusi per aver sequestrato un soldato americano nel 2015. I cinque si sono uniti gli atri leader talebani presenti nel Paese del Golfo, per partecipare ai colloqui sulla stabilizzazione e la pace in Afghanistan.

Da decenni, il Paese asiatico è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo.

Tuttavia, i militanti afghani non sono l’unica preoccupazione del governo di Kabul e delle forze straniere impegnate nel Paese asiatico. Affiliati dell’ISIS in Afghanistan sono emersi per la prima volta nel 2014, prendendo il controllo di remote zone della provincia di Nangarhar. Da subito, attirarono l’attenzione degli Stati Uniti che, all’epoca, avevano ridotto la propria presenza nel Paese asiatico, limitandosi a compiere operazioni antiterrorismo contro i talebani e contro al-Qaeda. Dal 2015, si è poi consolidata la Khorasan Province, la branca dell’ISIS attiva nell’area, che compie attacchi sistematici contro le comunità locali sciite. L’ultimo attacco rivendicato dallo Stato Islamico in Afghanistan risale al 29 ottobre, quando un poliziotto è morto, mentre altre 6 persone sono rimaste ferite in un’esplosione di fronte agli uffici della Commissione elettorale a Kabul.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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