Tunisia: donna si fa esplodere nella capitale

Pubblicato il 29 ottobre 2018 alle 22:25 in Africa Tunisia

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Una donna sui 30 anni si è fatta esplodere nel centro di Tunisi presso la via Habib Bourgiba, poco lontano dall’ambasciata francese, ferendo 15 persone, di cui 10 agenti e un civile, il pomeriggio di lunedì 29 ottobre. La polizia e numerose ambulanze sono accorse sul luogo per assistere le vittime e mettere l’area in sicurezza. Secondo alcuni testimoni, la donna si sarebbe fatta saltare in aria vicino ad una pattuglia delle forze dell’ordine. Nel frattempo, fonti locali hanno riferito che sia stata ordinata l’evacuazione dell’ambasciata francese. Al momento, nessun organizzazione terroristica ha rivendicato l’azione.

Il Ministero dell’Interno tunisino ha riferito che l’attentatrice non aveva alcun precedente e non era considerata un soggetto radicalizzato. Era laureata in inglese e viveva nel governatorato costiera di Mahdia, che aveva lasciato tre giorni prima dell’attacco dicendo alla famiglia che si sarebbe diretta a Tunisi per cercare lavoro. Tuttavia, ad avviso dei parenti intervistati, la donna si era radicalizzata online. Secondo le indagini, l’attentatrice non ha usato una cintura esplosiva, ma è saltata in aria attivando una granata.

Dal 24 novembre 2015 in Tunisia vige lo Stato di emergenza, che è stato istituito in seguito a una serie di attacchi rivendicati dall’ISIS. Il 18 marzo di quell’anno, due giovani tunisini armati di kalashnikov entrarono nel museo del Bardo, a Tunisi, dove uccisero 24 persone, di cui 20 turisti, 4 dei quali italiani. Successivamente, il 26 giugno, un militante armato dello Stato Islamico fece irruzione presso un resort di Port El Kantaoui, a 10 km da Susa, uccidendo 37 persone. Il 24 novembre 2015, invece, un autobus con a bordo le guardie presidenziali tunisine esplose, causando la morte di 12 ufficiali, sempre per mano dell’ISIS. Da allora, lo stato di emergenza è stato prolungato diverse volte, di cui l’ultima l’8 ottobre. Tale condizione conferisce alle forze di sicurezza poteri eccezionali, come quello di bandire le riunioni, gli scioperi e tutte le altre attività che potrebbero causare disordini. Tra le misure sono incluse alcune direttive che permettono alle forze di sicurezza di prendere il controllo della stampa.

Secondo quanto riferito dal Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, nel corso dell’anno passato, la minaccia terroristica è rimasta elevata in Tunisia, in quanto al-Qa’ida nel Magalreb islamico (AQIM), il gruppo di Uqba bin Nafi e l’ISIS hanno continuato a lanciare attacchi contro il personale di sicurezza tunisino. Le forze di sicurezza tunisine, tuttavia, hanno migliorato la loro capacità di prevenire le attività terroristiche.

L’ultimo attacco terroristico contro i turisti è avvenuto il 26 giugno 2015. Il governo ha reso l’antiterrorismo una priorità assoluta e la Tunisia ha continuato a cooperare con la comunità internazionale, compresi gli Stati Uniti, per professionalizzare il suo apparato di sicurezza. L’instabilità in Libia ha permesso ai gruppi terroristici, incluso l’ISIS, di continuare le operazioni di contrabbando presso le frontiere, anche se nel 2017 non sono stati registrati attacchi terroristici legati alla Libia.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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