Israele: riprendono i rapporti con l’Oman

Pubblicato il 29 ottobre 2018 alle 11:34 in Israele Oman

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Il ministro israeliano dell’Intelligence e dei Trasporti, Yisrael Katz, si recherà in Oman la prima settimana di novembre in occasione di una conferenza internazionale sui trasporti, pochi giorni dopo che anche il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha visitato lo Stato del Golfo in una visita a sorpresa ampiamente condannata dai palestinesi. Katz, che è anche membro del gabinetto di sicurezza israeliano, condividerà la sua proposta per la costruzione di un collegamento ferroviario tra Israele e i paesi del Golfo.

Ad oggi lo Stato Ebraico e l’Oman non hanno legami ufficiali. Non a caso, è la prima volta che un ministro israeliano viene invitato ad una convention nel Paese arabo. Durante la sua permanenza, Netanyahu ha incontrato il sultano Qaboos, intrattenendo dei colloqui che sono rimasti segreti fino al ritorno in patria del primo ministro, quando l’incontro è stato presentato come un tentativo di rafforzare i legami con il mondo arabo.

La visita di Netanyahu in Oman è stata la prima dal 1996, quando l’allora primo ministro, Shimon Peres, aveva concordato con il Paese arabo l’istituzione dei rispettivi uffici di rappresentanza commerciale. Nonostante ciò, nel 2000, in concomitanza con lo scoppio della seconda intifada palestinese, l’Oman aveva deciso di chiudere gli uffici in questione.

Proprio alla luce di ciò, i funzionari palestinesi hanno condannato fermamente la visita in Oman, sostenendo essa che rappresenterebbe la “normalizzazione” delle relazioni tra Israele e il mondo arabo, nonostante la continua occupazione israeliana di Gerusalemme Est, Gaza e Cisgiordania.

“Il sistema di valori e il patto politico e sociale arabo non esistono più. È l’inizio di una normalizzazione pubblica e la fine dell’iniziativa di pace araba ” ha dichiarato Mohammad Shtayyeh, consigliere del presidente palestinese, Mahmoud Abbas, riferendosi alla proposta della Lega Araba del 2002. L’iniziativa di inizio millennio implicava il ripristino dei legami diplomatici degli Stati arabi con Israele, in cambio di un accordo di pace per la creazione di uno stato Palestinese comprendente tutte le terre occupate o annesse nella guerra del 1967.

Anche Hamas, il gruppo islamista che gestisce Gaza, ha condannato l’Oman per aver permesso a Netanyahu di visitare il Paese, accusandolo di aver accelerato la “normalizzazione con l’entità israeliana” con una “pugnalata alle spalle” per i palestinesi.

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Alice Bellante

di Redazione

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