Brasile: l’esercito chiede moderazione negli ultimi giorni di campagna

Pubblicato il 25 ottobre 2018 alle 15:32 in America Latina Brasile

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La centralità assunta dai militari negli ultimi giorni di campagna elettorale non è gradita dallo Stato Maggiore brasiliano, tanto da spingere i vertici dell’esercito a chiedere moderazione ai candidati Bolsonaro e Haddad.

Le principali attenzioni della cupola militare si sono rivolte a Jair Bolsonaro, favorito per la vittoria domenica prossima, 28 ottobre, e capitano dell’esercito ritirato, ma anche il candidato del Partito dei Lavoratori che si è riunito con diversi alti ufficiali ha ricevuto l’allarme dei militari.

Il Partito Social-Liberale, che come vicepresidente presenta il generale Hamilton Mourão, ha causato l’ira dell’esercito quando il deputato Eduardo Bolsonaro, figlio del candidato presidente, ha affermato che in caso di contestazione della vittoria del padre basterebbero un soldato e un caporale a chiudere il Tribunale Supremo Federale. Nonostante il tono scherzoso del figlio di Bolsonaro, l’esercito non ha gradito.

In caso di vittoria del candidato di destra radicale, l’esercito conta sul generale in pensione Augusto Heleno Pereira,  probabile ministro della difesa, per svolgere un ruolo moderatore. Le preoccupazioni dell’esercito non riguardano la persona di Bolsonaro, ma il timore che, nei meandri dello stato e del para-stato, qualcuno possa prendere alla lettera le provocatorie dichiarazioni del candidato presidente. Le dichiarazioni di Bolsonaro riguardo allo “spazzare via i rossi”, “arrestare Haddad” e chiudere il giornale paulista Folha per le inchieste sull’uso di whatsapp da parte della sua campagna, potrebbero essere interpretate alla lettera da settori radicali, allerta la cupola militare.

L’idea che un eventuale governo Bolsonaro possa essere percepito come “militarizzato” preoccupa le Forze Armate del Brasile, che dal ritorno alla democrazia nel 1985, si impegnano a sottolineare il ruolo strettamente costituzionale che svolgono. Bolsonaro presidente, insomma, non deve essere percepito come un’emanazione dell’esercito.

Per quanto riguarda Haddad, a irritare le forze armate sono state le accuse rivolte al candidato vicepresidente avversario, Mourão, di essere stato un torturatore negli anni della dittatura. Haddad ha riportato le accuse del cantate Geraldo Azevedo, arrestato nel 1969 durante la dittatura militare. Nel ’69, tuttavia, Hamilton Mourão aveva 16 anni e frequentava la scuola militare. 

Ad entrambi i candidati, infine, l’Esercito ha fatto presente la preoccupazione che domenica, dopo il voto, possano aver luogo episodi di violenza in diverse zone del paese, invitando ancora una volta alla moderazione Haddad e Bolsonaro.

Secondo gli ultimi sondaggi, Jair Bolsonaro dovrebbe essere eletto domenica presidente del Brasile con il 57-60% delle preferenze.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal portoghese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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