NATO: I Paesi europei non dispiegheranno nuove armi nucleari

Pubblicato il 24 ottobre 2018 alle 18:20 in Europa Russia

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Il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha dichiarato, mercoledì 24 ottobre, di non aspettarsi che Paesi membri dell’Alleanza Atlantica dispieghino ulteriori armi nucleari in Europa in risposta a ciò che l’Occidente vede come una violazione russa del trattato sulle forze nucleari a medio raggio.

“Non prevedo che gli alleati europei reagiranno schierando più armi nucleari”, ha detto in una conferenza stampa.

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato, sabato 20 ottobre, di voler recedere dal trattato sul controllo delle armi nucleari perché, a suo avviso, la Russia lo sta violando. L’amministrazione statunitense teme inoltre che il trattato possa svantaggiare Washington nei confronti di Pechino che, non essendo parte dell’accordo, non ha restrizioni nella produzione di missili nucleari a media gittata.

A seguito dell’annuncio, il consigliere per la sicurezza nazionale statunitense, John R. Bolton, ha incontrato il Presidente russo Vladimir Putin. Tuttavia il New York Times riporta che Bolton abbia respinto le richieste di Mosca di non uscire dal trattato, affermando che erano stati fatti pochi progressi nella risoluzione della denuncia di Trump, secondo cui la Russia ne avrebbe trasgredito i termini. Martedì 22 ottobre, dopo l’incontro avvenuto a Mosca, Bolton ha dichiarato che un avviso di ritiro “sarà presentato a tempo debito”.

Il trattato sulle forze nucleari a medio raggio è stato siglato a Washington l’8 dicembre 1987 da Ronald Reagan e Michail Gorbacev, per porre fine alla crisi degli euromissili.

John Bolton è stato il negoziatore di un altro noto ritiro statunitense da un accordo avente come oggetto il controllo delle armi nucleari. Si tratta del trattato anti missili balistici (ABM Treaty), firmato il 26 maggio 1972 a Mosca da Richard Nixon e Leonid Breznev, al fine di frenare la proliferazione delle armi nucleari a scopo offensivo. Poco dopo il crollo dell’Unione Sovietica, George W. Bush decise di recedere dal trattato, decisione che divenne effettiva il 13 giugno 2002.

Citando la sua esperienza di negoziatore, Bolton ha dichiarato che il ritiro dall’accordo non avrò ripercussioni negative sulla sicurezza. Facendo riferimento ai tempi della recessione dal rattato anti missili balistici, Bolton ha ricordato che anche in quel caso gli osservatori fossero allarmati da tale mossa, che tuttavia non ha compromesso l’architettura del disarmo nucleare tra Russia e Stati Uniti.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Cristina Lipari

di Redazione

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