Erdogan: “L’omicidio di Khashoggi è stato premeditato”

Pubblicato il 23 ottobre 2018 alle 13:31 in Arabia Saudita Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, in linea con la promessa di rivelare la “nuda verità” sul caso Khashoggi, ha riferito che una squadra di 15 ufficiali sauditi è giunta a Istanbul per commettere l’omicidio giorni prima della scomparsa del giornalista saudita, avvenuta il 2 ottobre. La rivelazione è stata effettuata nel corso di un discorso tenuto al Parlamento turco, martedì 23 ottobre.

Secondo la ricostruzione effettuata da Erdogan, riportata dal quotidiano turco Hurriyet Daily, Jamal Khashoggi, editorialista saudita del Washington Post, si è recato al consolato saudita ad Istanbul per la prima volta il 28 settembre per ottenere i documenti necessari a sposare la compagna turca. Il primo ottobre, ha continuato il leader turco, sarebbe arrivata a Istanbul un gruppo composto da 3 agenti sauditi, che si sono recati al consolato. Un secondo gruppo, invece, sarebbe andata presso la Belgrad Forest, nella provincia di Yalova, mentre un terzo gruppo, il 2 ottobre, sarebbe andato al consolato per rimuovere le telecamere di sicurezza e gli hard disk dei computer. Lo stesso giorno, Khashoggi è tornato nuovamente al consolato, da dove non è più uscito.

Quando la fidanzata ha denunciato la sua scomparsa alle autorità turche, dai controlli effettuati alle telecamere intorno all’edificio del consolato è stato confermato che il giornalista non ha mai lasciato l’edificio. A quel punto, il procuratore capo generale di Istanbul ha avviato un’indagine, riscontrando che 15 ufficiali sauditi, di cui alcuni agenti dell’intelligence ed esperti, erano giunti in Turchia prima della seconda visita di Khashoggi al consolato. L’Arabia Saudita, il 4 ottobre, ha respinto le accuse di omicidio e il consolato saudita ha invitato i giornalisti di Reuters al proprio interno, per dimostrare la propria innocenza. “Abbiamo detto che non saremmo rimasti in silenzio e che volevamo arrivare ai risultati dell’indagine per evitare di accusare una persona innocente”, ha spiegato Erdogan, il quale ha riferito altresì di aver colloquiato telefonicamente con il re saudita il 14 ottobre per formare una squadra di indagine congiunta.

Solo 17 giorno dopo la morte di Khashoggi, ha riferito il leader turco, Riad ha ammesso che il giornalista era stato ucciso all’interno del consolato e che i 15 membri della squadra saudita, arrivati in Turchia a inizio ottobre e segnalati da Ankara, erano stati arrestati in Arabia Saudita. “Nessuno deve dimenticare che il consolato saudita ha l’immunità diplomatica, ma che non si trova all’interno dei suoi confini nazionali. Continueremo ad indagare e faremo ciò che è necessario per perseguire i responsabili”, ha assicurato Erdogan, aggiungendo che, dopo aver ammesso che l’omicidio è avvenuto all’interno del consolato, Riad deve punire gli assassini. “Abbiamo forti prove che l’assassinio sia stato internazionale e non accidentale”, ha continuato il presidente della Turchia.

Infine, Erdogan ha dichiarato di non avere dubbi in merito alla sincerità del sovrano saudita ma, dato che si tratta di un omicidio politico, le indagini dovrebbero essere effettuate in maniera indipendente. Infine, dal momento che l’accaduto si è verificato a Istanbul, il presidente turco ha proposto di processare i sospettati a Istanbul.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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