Caso Khashoggi: il Canada potrebbe cancellare un contratto di vendita di armi all’Arabia Saudita

Pubblicato il 22 ottobre 2018 alle 18:01 in Arabia Saudita USA e Canada

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Il Canada potrebbe cancellare un contratto di vendita di armi stipulato con l’Arabia Saudita dal valore complessivo di 15 miliardi di dollari canadesi, a causa delle circostanze poco chiare in cui si è verificata la morte del giornalista saudita, Jamal Khashoggi, avvenuta il 2 ottobre presso il consolato saudita a Istanbul, in Turchia. È quanto dichiarato dal primo ministro canadese, Justin Trudeau, durante una puntata del talk show canadese in lingua francese, “Tout Le Monde En Parle”, e riportato da Al Monitor.

Il contratto in questione, nella sua prima versione, è stato firmato dai due Paesi nel 2014 ed è stato approvato dall’allora governo conservatore canadese, guidato da Stephen Harper. Il contratto, rilanciato da Trudeau che, nel 2016, ha iniziato a rilasciare i permessi per l’esportazione dei veicoli da combattimento, riguarda prevalentemente la vendita di veicoli blindati leggeri canadesi a Riad per un valore complessivo di 15 miliardi di dollari canadesi. L’accordo, tuttavia, include altresì un certo numero di veicoli blindati per “l’assalto pesante”. Tale dato, in aggiunta al fatto che alcuni dettagli dell’accordo non sono pubblici, perchè siglati sotto un regime di riservatezza richiesto dal governo saudita, ha contribuito ad accendere un rilevante dibattito pubblico intorno al contratto.

La normativa canadese prevede che i contratti di vendita di equipaggiamenti militari conclusi dal Paese vietino l’impiego di tale attrezzatura contro i civili e, più in generale, contengano restrizioni sulle violazioni dei diritti umani nei confronti dei cittadini del Paese acquirente. Tale regolamentazione ha già provocato tensioni fra Ottawa e Riad. In particolare, l’anno scorso, il Canada aveva espresso preoccupazione in merito al presunto utilizzo di alcuni veicoli militari canadesi da parte di Riad nelle operazioni di contrasto contro civili sauditi nell’area orientale del Paese.

Adesso, il contratto multimiliardario è messo sotto pressione dal caso Khashoggi che, da venti giorni, si è imposto al centro dell’attenzione diplomatica e mediatica mondiale. Jamal Khashoggi, noto oppositore di Riad auto-esiliatosi negli Stati Uniti dove lavorava come editorialista del Washington Post, è scomparso nel pomeriggio del 2 ottobre, dopo aver fatto visita al consolato saudita di Istanbul, in Turchia, per ottenere alcuni documenti in vista del suo imminente matrimonio con la fidanzata turca. Da allora non è più stato visto. Dopo aver negato qualsiasi coinvolgimento nella sua scomparsa, il 20 ottobre, l’Arabia Saudita aveva ammesso che l’uomo era morto in una rissa avvenuta all’interno del consolato. La Turchia sospetta che il corpo del giornalista sia stato smembrato e, in seguito, occultato. Tuttavia, Riad ha poi modificato la versione dell’accaduto, sostenendo che il governo saudita voleva convincere Khashoggi a tornare in patria, come parte di una campagna per prevenire che gli oppositori del Paese vengano ingaggiati dai nemici. Per questo motivo, il vicepresidente dell’Intelligence saudita, Ahmed al-Asiri, aveva assemblato un gruppo di 15 persone, inviandolo a Istanbul per incontrare il giornalista e convincerlo a tornare in Arabia Saudita.

Il Canada ha condannato l’uccisione del giornalista saudita. Il 20 ottobre, il ministro degli Esteri canadese, Chrystia Freeland, ha dichiarato che le spiegazioni fornite dai Sauditi sul caso Khashoggi “mancano di coerenza e credibilità” e ha richiesto a Riad di condurre un’indagine approfondita in collaborazione con le autorità turche. Il giorno seguente, il 21 ottobre, è stato trasmesso l’intervento di Trudeau nel talk show canadese. In realtà, l’intervista è stata registrata il 18 ottobre, cioè un paio di giorni prima che Riad confermasse la morte del giornalista. “Questo contratto contiene alcune clausole che devono essere rispettate in relazione all’uso che l’acquirente intende fare dell’oggetto della transazione”, ha spiegato Trudeau, quando gli sono stati chiesti chiarimenti in merito al destino del contratto di vendita dei veicoli militari canadesi. “Se non rispetteranno queste clausole, annulleremo definitivamente il contratto”, ha concluso il leader canadese, ribadendo che il Canada “difenderà sempre i diritti umani, anche in Arabia Saudita” che, per il momento, non ha rilasciato alcun commento ufficiale alle dichiarazioni del primo ministro canadese. Le relazioni tra Canada e Arabia Saudita, peraltro, sono state tese negli ultimi mesi. Dopo che il Canada ha criticato l’arresto da parte di Riad di alcuni attivisti per i diritti umani, il Regno ha deciso di espellere l’ambasciatore canadese, di richiamare il proprio inviato ad Ottawa e di congelare gli scambi e gli investimenti tra i due Paesi.

Il Canada non è il primo Paese che minaccia di sospendere il trasferimento di equipaggiamenti militari al Paese del Golfo come reazione al caso Khashoggi. Il 21 ottobre, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha dichiarato che la Germania sospenderà le esportazioni di armi all’Arabia Saudita, stante l’incertezza intorno alla morte di Khashoggi.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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