Nigeria: scontri etnici nello Stato di Kaduna, 55 morti

Pubblicato il 21 ottobre 2018 alle 13:28 in Africa Nigeria

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Negli ultimi giorni, molteplici scontri e violenze tra comunità nello Stato di Kaduna, nella Nigeria settentrionale, hanno provocato la morte di 55 persone, ha riferito un commissario di polizia locale.

Nella giornata di domenica 21 ottobre, il commissario di polizia nigeriano Ahmad Abdur-Rahman, durante un’intervista telefonica, ha riferito alla stampa che si sono verificati numerosi scontri tra due comunità, in particolare nell’area conosciuta con il nome di Kasuwan Magani, nella regione meridionale dello Stato di Kaduna, situato nella Nigeria settentrionale. In particolare, l’ufficiale delle forze dell’ordine ha riferito che le violenze hanno condotto a 22 arresti. Nonostante Abdur-Rahman non abbia fornito dettagli sulla natura dei conflitti, sembra che le ultime battaglie si inseriscano nella scia di scontri etnici e comunitari che hanno messo in ginocchio la Nigeria negli ultimi anni. “Chiunque abbia messo lo zampino in questa crisi deve affrontare a pieno la punizione della legge”, ha affermato il poliziotto, aggiungendo che il governo distrettuale ha imposto un coprifuoco da giovedì 18 ottobre nel tentativo di placare la situazione.

La presidenza nigeriana ha condannato lo scoppio delle recenti violenze tramite un comunicato diffuso, nella giornata di sabato 20 ottobre, dal portavoce governativo, Garba Shehu. “Il frequente ricorso allo spargimento di sangue per mano dei nigeriani per via di incomprensioni che possono essere risolte pacificamente è preoccupante”, si legge nella dichiarazione del gabinetto del Paese africano.

Centinaia di persone sono state uccise da quando è esploso l’inizio degli scontri e delle violenze tra etnie e comunità nel Paese, nell’arco del 2018. Gli scontri stanno mettendo sotto pressione la leadership del presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, di etnia fulani, candidato per un secondo mandato alle elezioni che si svolgeranno a febbraio 2019. Nonostante il tema della sicurezza sia uno dei pilastri della sua campagna presidenziale, Buhari è accusato di non saper gestire le tensioni e di schierarsi dalla parte del suo gruppo etnico. Il maggior numero di uccisioni a oggi si è registrato nello Stato del Benue e in altre regioni, tra cui principalmente Taraba, Nasarawa e, per l’appunto, Kaduna. Nel 2017, il governo centrale aveva dispiegato un maggior numero di truppe e poliziotti nella regione settentrionale di Kaduna proprio in risposta ai combattimenti.

Le violenze che si stanno diffondendo nelle regioni centrali del Paese si uniscono all’ulteriore minaccia rappresentata dal gruppo terroristico di Boko Haram, attivo in Nigeria dal 2009. L’organizzazione è responsabile della morte di circa 200.00 persone e della fuga di almeno altri 2.6 milioni di cittadini. Gli attacchi dei militanti jihadisti hanno scatenato nel Paese una grave crisi umanitaria. I loro obiettivi sono principalmente donne e bambini, spesso rapiti, abusati e costretti a diventare kamizake. Il 26 marzo 2018, il Ministero dell’Informazione aveva riferito che il governo di Abuja stava negoziando con Boko Haram per tentare di mettere fine alle ostilità e raggiungere un cessate il fuoco.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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