Stati Uniti: Russia, Cina e Iran minano fiducia nella democrazia statunitense

Pubblicato il 20 ottobre 2018 alle 14:21 in Russia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I funzionari dell’intelligence statunitense hanno dichiarato, venerdì 19 ottobre, di essere preoccupati delle campagne che Russia, Cina e Iran stanno portando avanti, volte a minare la fiducia nella democrazia degli Stati Uniti.

In una dichiarazione congiunta, l’Ufficio del Direttore dell’Intelligence nazionale, il Dipartimento di Sicurezza Interna, il Dipartimento di Giustizia e l’FBI hanno espresso la loro preoccupazione per le attività perpetrate da Mosca, Pechino e Teheran per mettere in dubbio la fiducia nelle istituzioni democratiche, influenzare il sentimento pubblico e le politiche del governo. In particolare, tali Paesi starebbero cercando di influenzare la percezione e la capacità di decisione degli elettori nelle elezioni del 2018 e del 2020.

Secondo gli enti che hanno rilasciato la dichiarazione, le campagne portate avanti dalle nazioni assumerebbero diverse forme, ad esempio attraverso l’utilizzo dei social media, che influenzerebbero i cittadini mediante contenuti pubblicati in lingua inglese o “diffondendo disinformazione riguardo alcuni candidati politici e disseminando propaganda estera”. Già ad agosto, Facebook, Twitter e Google avevano bloccato una serie di account russi e iraniani che, in vista delle elezioni di metà mandato statunitensi, avevano assunto un atteggiamento politico ingannevole.

Inoltre, le agenzie di sicurezza hanno spiegato che, attualmente, non sono in possesso di prove del fatto che il sistema elettorale sia stato minato o compromesso in modi che potrebbero portare a problematiche nel conteggio dei voti nelle elezioni di metà mandato che si terranno il 6 novembre. Alcuni governi locali, tuttavia, avrebbero riportato alcuni tentativi di accesso alle loro reti, che spesso includono i database di registrazione degli elettori. Nonostante ciò, tuttavia, i funzionari sono stati in grado di prevenire gli accessi e respingerli.

Il vice ministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, ha dichiarato che Mosca non ha nessuna intenzione di interferire nelle elezioni statunitensi del 6 novembre. Nonostante ciò, venerdì 19 ottobre il governo statunitense ha accusato Elena Alekseevna Khusyaynova, una cittadina russa, per aver cercato di influenzare le elezioni di metà mandato. In particolare, la Khusyaynova è accusata di aver aiutato a gestire le operazioni finanziare di un progetto che sui social media aveva l’obiettivo di diffondere sospetti nei candidati politici statunitensi e di causare divisioni su argomenti quali immigrazione e controllo delle armi. Da parte sua, la Russia ha accusato gli Stati Uniti di “fabbricare” pretesti per imporre nuovamente sanzioni sul Paese. Il 12 settembre, infatti, il leader della Casa Bianca, Donald Trump, aveva firmato un ordine esecutivo che ha il potere di imporre restrizioni nel caso si verificassero interferenze estere nelle elezioni statunitensi, e Washington stessa ha dichiarato che non esiterà a difendere con tale legge il suo processo elettorale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.