Incontro tra Putin e al-Sisi a Sochi: accordo su cooperazione strategica

Pubblicato il 17 ottobre 2018 alle 16:34 in Egitto Russia

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Il presidente dell’Egitto, Abdel Fattah al-Sisi, in visita ufficiale in Russia, a Sochi, ha incontrato il presidente Vladimir Putin, con cui ha affrontato questioni regionali di interesse comune e riguardanti la cooperazione bilaterale. I due hanno altresì firmato un accordo sulla cooperazione strategica ad alto livello.

“Siamo molto felici di accogliere i nostri amici egiziani in Russia e di scambiarci le visioni sullo sviluppo dei legami bilaterali e su questioni regionali”, ha dichiarato Putin all’apertura dei colloqui. In particolare, il leader del Cremlino ha reso noto che, nel corso del 2017, i rapporti commerciali tra Russia ed Egitto sono aumentati del 62% rispetto a quelli del 2016 e, inoltre, nei primi sei mesi del 2018 è stato registrato una crescita ulteriore. Come ha spiegato Putin, tali risultati derivano dalla diversificazione dei legami tra i due Paesi, che vanno dal settore agricolo, a quello manifatturiero a quello delle costruzioni. Il Cairo e Mosca stanno collaborando a progetti congiunti, come la costruzione di una centrale elettrica nucleare in Egitto, e lavorano a stretto contatto nel campo della sicurezza e della difesa.

Il rafforzamento dei rapporti tra i due Paesi è legato agli interessi comuni che il Cairo e Mosca condividono in Medio Oriente, soprattutto in Siria, e in Libia. In Siria, la Russia è intervenuta militarmente il 30 settembre 2015, su richiesta del presidente Bashar Al-Assad, con il duplice obiettivo di aiutare il presidente siriano a ristabilire il suo potere e ridurre la presenza americana nel Paese. Da parte sua, anche l’Egitto ha più volte mostrato simpatia nei confronti di Al-Assad, che, come lui, starebbe combattendo per proteggere il Paese dalla minaccia islamista. In Libia, invece, i due Paesi sostengono le forze di Khalifa Haftar, generale della Libyan National Army e uomo forte del governo di Tobruk, nella sua battaglia per ricondurre tutto il Paese sotto il suo potere. La posizione di Mosca e del Cairo è in contrasto con quella degli Stati Uniti e dell’Italia che, al contrario, sostengono il governo di Tripoli, il cui premier è Fayez Al-Sarraj.

I due Paesi hanno ripristinato voli diretti lo scorso aprile, dopo due anni di interruzione. Nella serata di mercoledì 11 aprile, un aereo della compagnia di bandiera russa Aeroflot è decollato dall’aeroporto di Sheremetyevo, a Mosca, ed è atterrato al Cairo. Il giorno successivo, anche un aereo della compagnia di bandiera egiziana Egyptair ha ripristinato i voli che collegano le due capitali.

I collegamenti aerei tra Russia ed Egitto erano sospesi dal 2015, dopo che, il 31 ottobre 2015, un volo charter russo, che trasportava 224 persone, tra turisti e membri dell’equipaggio, si era schiantato nella penisola del Sinai, poco dopo essere partito da Sharm El-Sheik, in Egitto, causando la morte di tutti i passeggeri. L’attacco era stato rivendicato dallo Stato Islamico. Il mese successivo, il 17 novembre, il Cremlino aveva confermato che era trattato di un attacco terroristico e i funzionari russi avevano bloccato i voli diretti tra i due Paesi, per motivi di sicurezza, causando gravi danni all’economia egiziana, che si basa in gran parte sul turismo, gran parte del quale proviene dalla Russia. Secondo i dati riferiti dal quotidiano Al-Monitor, come conseguenza della chiusura della rotta aerea tra Mosca e il Cairo, il numero di turisti in Egitto è diminuito da 14,7 milioni nel 2010 a 5,4 milioni nel 2016, mentre, nel 2017, i turisti stranieri che si sono recati in Egitto sono stati 8,3 milioni. In questo contesto, dunque, i proventi del settore turistico sono calati di due terzi, da 11,6 miliardi di dollari nel 2010 a 3,8 miliardi nel 2016, stando a quanto riferito dalla Banca Centrale egiziana.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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