Frontex: l’andamento dei flussi migratori di settembre 2018

Pubblicato il 17 ottobre 2018 alle 10:41 in Europa Immigrazione

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Nei primi nove mesi del 2018, il numero delle entrate irregolari in Europa è diminuito di 1/3 rispetto allo stesso periodo del 2017, in cui giunsero in territorio europeo complessivamente 186.768. Le principali rotte migratorie rimangono quella del Mediterraneo occidentale, centrale, orientale e quella balcanica.

Secondo quanto riportato da Frontex, l’agenzia europea della Guardia di Frontiera e Costiera dell’Unione Europea, le entrare irregolari sono diminuite soprattutto per via della minore pressione migratoria lungo la rotta del Mediterraneo centrale, che collega la Libia all’Italia. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, dal primo gennaio al 16 ottobre 2018, sono sbarcati in Italia 21.723 migranti, di cui 12.465 sono partiti dalla Libia. Si tratta di una diminuzione di oltre l’80% rispetto alle stime dello stesso periodo del 2017, in cui arrivarono in territorio italiano via mare oltre 110.000 stranieri. Nel mese di settembre, in particolare, gli arrivi attraverso il Mediterraneo centrale sono diminuiti dell’85% rispetto al settembre 2017. Finora, le principali nazionalità di migranti giunti in Italia sono tunisina, eritrea, sudanese, irachena e pakistana.

Per il terzo mese consecutivo, la rotta del Mediterraneo occidentale, che collega il Nord Africa alla Spagna, al contrario di quella centrale, ha registrato più della metà delle intercettazioni di migranti irregolari di quelle contate complessivamente in Europa. Nel solo mese di settembre, circa 6.500 stranieri sono entrati in territorio europeo attraverso tale rotta, segnando una cifra quattro volte maggiore rispetto a quella stimata nel settembre 2017. Le principali nazionalità di migranti giunti in Spagna sono marocchina, guineana e maliana.

Per quanto riguarda la rotta del Mediterraneo orientale, nel mese di settembre, il numero delle entrate irregolari è diminuito del 25% rispetto allo stesso mese del 2017. Nonostante tale diminuzione, spiega Frontex, il numero di migranti intercettato nel tentativo di oltrepassare le frontiere è aumentato significativamente a causa della maggiore pressione migratoria dalla Turchia. Nei primi nove mesi del 2018, tale cifra è cresciuta del 40%. Soltanto nel corso della settimana passata, le autorità turche hanno fermato oltre 7.000 migranti che stavano cercando di oltrepassare la frontiera con l’Unione Europea, o di entrare nel territorio nazionale senza documenti. Le principali nazionalità di migranti che percorrono la rotta orientale sono siriana e irachena, seguita da quella afghana.

Infine, la rotta dei Balcani occidentali, soprattutto attraverso Serbia, Ungheria e Croazia continui a registrare un numero man mano minore di attraversamenti irregolari. Tuttavia, l’agenzia europea rende noto che una rotta parallela che passa per Albania, Montenegro e Bosnia Herzegovina sta registrando una crescente pressione migratoria. In particolare, la Bosnia è divenuta un nuovo itinerario per i rifugiati provenienti dall’Europa dell’Est da quando l’Unione Europea ha rafforzato i controlli presso i suoi confini. Fino a metà di settembre del 2018, più di 13.000 migranti sono arrivati nel Paese, a differenza dei 755 giunti nel 2017. A Velika Kladusa, la città bosniaca più vicina al confine croato, centinaia di persone vivono da ormai 4 mesi in tende di fortuna in un campo nei pressi di un canile. Quando scende la notte, i migranti cominciano il loro viaggio verso l’Unione Europea attraverso la Croazia e la Slovenia. L’itinerario prevede l’attraversamento di foreste e fiumi. Tuttavia, molti di loro vengono scoperti e costretti a tornare in Bosnia dalla polizia croata, che pattuglia attentamente i confini.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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