Crimea: attacco in un college a Kerch, numerosi i morti

Pubblicato il 17 ottobre 2018 alle 15:33 in Russia

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Un’esplosione nella caffetteria del Black Sea College, in Crimea a Kerch, ha causato la morte di 18 persone e il ferimento di almeno altre 50, mercoledì 17 ottobre. Dopo la detonazione, almeno un attentatore è entrato dentro l’edificio ed ha iniziato a sparare. La polizia, accorsa immediatamente sul luogo, ha reso noto di trattare l’incidente come un attacco terroristico.

Il capo dell’amministrazione russa in Crimea, Sergei Aksyonov, ha riferito che il principale sospettato è uno studente dell’ultimo anno che, alla fine dell’azione, si è tolto la vita. Il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, ha riferito che l’esercito ha inviato alcuni rinforzi presso l’istituto per assistere le vittime. Olga Grebennikova, direttrice del Black Sea College, ha descritto l’incidente come una “scena piena di sangue”. “Ci sono corpi di bambini e giovani ovunque, è stato un vero atto di terrorismo”, ha affermato la direttrice.

Secondo le prime ricostruzioni del Comitato investigativo, l’esplosivo utilizzato nella caffetteria era un ordigno riempito di oggetti metallici. Nonostante l’attacco sia state trattato come un atto di terrorismo, al momento, riferisce Reuters, non ci sono state rivendicazioni.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha commentato l’accaduto affermando che si è trattato di un crimine e che le motivazioni della tragedia sono in fase di elaborazione. Al momento dell’esplosione, il leader del Cremlino stava colloquiando con il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisis, giunto in visita ufficiale in Russia mercoledì 17 ottobre.

La Crimea, regione dell’Ucraina, è stata annessa alla Russia nel marzo 2014, in seguito ad un’invasione armata da parte dell’esercito russo. Tale mossa è stata criticata dalla comunità internazionale e, da allora, si son verificati numerosi episodi di violenza.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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