Israele: premier minaccia di aumentare attacchi contro la Striscia di Gaza

Pubblicato il 14 ottobre 2018 alle 13:15 in Israele Palestina

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Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha minacciato di aumentare gli attacchi contro la Striscia di Gaza, se le rivolte al confine con il suo Paese non termineranno.

Domenica 14 ottobre, il premier di Israele ha rilasciato un avvertimento al gruppo terroristico palestinese Hamas, suggerendo che il suo Paese potrebbe essere sul punto di scatenare un’offensiva militare di vasta scala se le rivolte al confine tra Israele e Gaza non si fermeranno. “Hamas non ha compreso il messaggio” ha comunicato Netanyahu a ministri e giornalisti riuniti per la riunione di gabinetto di inizio settimana, tenutasi a Gerusalemme. “Se non fermeranno gli attacchi, questi saranno fermati in un’altra maniera, che sarà molto dolorosa. Davvero dolorosa” ha aggiunto il primo ministro. “Siamo molto vicini a un diverso tipo di attività che includerà colpi molto potenti. Se Hamas è intelligente, si fermerà” ha sottolineato Netanyahu.

Da parte sua, il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, il cui gruppo terroristico ha come obiettivo distruggere Israele, sabato 13 ottobre ha giurato che le proteste di massa continueranno fino a quando non terminerà l’assedio di Gerusalemme, Al-Aqsa e di tutti i territori palestinesi.

Le tensioni fra le due parti erano aumentate venerdì 12 ottobre, nei pressi della recinzione che separa i due territori. Negli scontri erano stati uccisi 7 palestinesi; le truppe israeliane avevano affermato di aver sparato a un gruppo di manifestanti che aveva scavalcato la recinzione e, armato di una bomba, stava attaccando un avamposto militare. In seguito a tali eventi, il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Liberman, aveva sospeso tutte le consegne di carburante qatarino nella Striscia di Gaza.

Il gruppo Hamas, considerato dalla comunità internazionale una organizzazione terroristica, aveva preso il controllo della Striscia di Gaza sottraendola all’Autorità Palestinese nel 2007. Numerosi tentativi di riappacificazione tra le due parti, volte a far ritornare la sovranità dell’area nelle mani del governo palestinese, sono falliti. Il leader della Palestina, Mahmoud Abbas, ritiene che stringere accordi con Hamas implica il riconoscimento del suo controllo su Gaza. L’uomo ha cercato di bloccare le consegne di carburante dal Qatar e ha minacciato di tagliare tutti i fondi destinati all’enclave.

Israele teme che il deterioramento delle condizioni di Gaza potrebbe portare a una ulteriore guerra nei pressi del suo confine meridionale. Il governo israeliano, inoltre, ha imposto un embargo sulla Striscia, necessario, a suo dire, per impedire che Hamas o altri gruppi terroristici si armino o costruiscano infrastrutture militari. Le Nazioni Unite hanno più volte avvertito che il blocco israeliano, in vigore ormai da 11 anni, è responsabile per aver provocato una situazione umanitaria catastrofica a Gaza.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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