Nigeria: milizia rilascia 833 bambini dai suoi ranghi

Pubblicato il 13 ottobre 2018 alle 14:07 in Africa Nigeria

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Una milizia in lotta contro il gruppo islamista Boko Haram nella Nigeria nordorientale ha rilasciato 833 bambini dai suoi ranghi, secondo quanto riportato dall’UNICEF venerdì 12 ottobre.

Il 40% dei bambini rilasciati hanno 15 anni o meno; si tratta del primo “congedo” da parte della milizia, nota con il nome di Civilian Joint Task Force (CJTF). Sono circa 1.175 i ragazzi e 294 le ragazze associate alla CJTF nella città di Maiduguri, secondo l’UNICEF, nonostante il totale debba ancora essere verificato e potrebbe includere circa altri 2.200 bambini.

La Civilian Joint Task Force era stata formata nel 2013 da alcuni gruppi di vigilantes dello Stato del Borno per combattere contro Boko Haram, che era diventato famoso a livello internazionale per aver rapito alcune studentesse nella città di Chibok. La Civilian Joint Task Force include nei suoi ranghi anche bambini, i più giovani dei quali hanno 11 anni. Nel 2016, il gruppo era stato inserito nella lista del report annuale dell’ONU che si occupa di individuare le organizzazioni che reclutano bambini nei conflitti armati. In seguito a tale avvenimento, l’UNICEF aveva iniziato a lavorare con la CJTF e con le autorità nigeriane per sviluppare un piano d’azione, firmato nel 2017, secondo il quale la milizia avrebbe attuato una serie di misure volte a porre fine e a prevenire il reclutamento di bambini fra i suoi ranghi.

Il vice rappresentante per la Nigeria dell’UNICEF, Pernille Ironside, ha dichiarato che il rilascio rappresenta un passo importante verso la fine del reclutamento di bambini, nonostante molti di loro rimangano ancora nei ranghi di altri gruppi armati. Dal 2017, l’ente delle Nazioni Unite ha sostenuto il reinserimento economico e sociale di più di 8.700 bambini rilasciati da diverse milizie, aiutandoli a rintracciare e raggiungere le loro famiglie, offrendo sostegni psico-sociali, istruzione e tirocini informali. Il portavoce dell’UNICEF, Christophe Boulierac, ha spiegato che il reinserimento dei bambini appartenenti alla CJTF dovrebbe essere più facili rispetto a quelli congedati da gruppi armati come Boko Haram, in quanto la Civilian Joint Task Force è un gruppo di intelligence locale. Garba Shehu, il portavoce del presidente, ha spiegato che il Ministero della Difesa non ha alcuna prova dell’esistenza di soldati armati minorenni.

Il governo della Nigeria aveva dichiarato a dicembre 2015 che il gruppo islamista Boko Haram era stato “tecnicamente sconfitto” ma, nonostante ciò, nei territori nordorientali del Paese continuano gli attacchi terroristici. Solamente nei primi 6 mesi del 2018, 37 bambini, per la maggioranza di sesso femminile, sono state usate come “bombe umane” per colpire i civili. Nello stesso periodo, 349 minori sono stati uccisi o mutilati e altri 140 sono stati rapiti. La rappresentante speciale delle Nazioni Uniti per i Bambini e i Conflitti Armati, Virginia Gamba, ha altresì espresso la sua preoccupazione per la situazione di alcuni minori detenuti dalle autorità per la presunta associazione, da parte loro o dei loro genitori, con gruppi armati non statali. La funzionaria ha richiesto al governo nigeriano di considerare questi bambini come vittime, oltre alla loro consegna alle cure di civili “senza indugi”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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