Gaza: Israele sospende le consegne di carburante del Qatar nell’area

Pubblicato il 13 ottobre 2018 alle 15:02 in Israele Palestina

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Il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Liberman, ha ordinato la sospensione immediata delle consegne di carburante nella Striscia di Gaza, in risposta a una serie di attacchi contro i civili e i soldati di Israele.

L’annuncio è stato fatto venerdì 12 ottobre, in seguito all’uccisione di 7 palestinesi da parte delle forze israeliane. “Israele non tollererà una situazione in cui viene permessa l’entrata di autocisterne a Gaza mentre terrore e violenza vengono utilizzate contro i soldati e i cittadini israeliani. Tuttavia, alcuni funzionari israeliani si sono opposti alla decisione di Liberman, spiegando che Israele deve considerare in modo diverso il carburante donato dal governo qatarino e quello che viene trasferito nella Striscia di Gaza per evitare un disastro umanitario.

Il Qatar aveva deciso di spedire circa 450.000 litri di carburante, per un totale di circa 60 milioni di dollari, nell’unica centrale elettrica presente nella Striscia di Gaza sotto la supervisione delle Nazioni Unite, martedì 9 ottobre, al fine di alleviare le condizioni umanitarie dell’enclave palestinese. Almeno 6 autocisterne sono già entrate nella Striscia di Gaza dal 9 ottobre, portando nell’area circa 200.000 litri di gasolio.

L’accordo era stato raggiunto senza la partecipazione del governo palestinese. Hugh Lovatt, membro del think tank del Consiglio Europeo per le relazioni estere, ha spiegato che Ramallah si trova in una situazione di “paranoia”, poiché il governo palestinese ritiene che l’iniziativa delle Nazioni Unite sia in realtà una più vasta cospirazione tra Israele, gli Stati Uniti e l’ONU per creare un mini-Stato a Gaza ed estromettere l’Autorità Palestinese.

Il gruppo terroristico Hamas aveva preso il controllo di Gaza nel 2007, durante la guerra civile, facendo scoppiare una crisi nella politica palestinese. Più di una volta si è tentato di riconciliare le due parti, riportando l’Autorità Palestinese nell’area, ma tutti i tentativi sono falliti. Da una parte, il leader della Palestina, Mahmoud Abbas, rifiuta di stipulare accordi con Hamas, in quanto ritiene che qualsiasi collaborazione equivarrebbe a riconoscere il controllo del gruppo su Gaza, sminuendo il ruolo dell’Autorità Palestinese. Su una linea simile, gran parte della comunità internazionale considera Hamas un’organizzazione terroristica. Questa, da parte sua, ha respinto tutte le richieste di disarmo e il riconoscimento di Israele.

Inoltre, sulla Striscia di Gaza è in vigore da circa 11 anni un embargo imposto da Israele che ha portato i due terzi della popolazione a vivere in base agli aiuti che riescono a entrare nell’area, dove ci sono solo 4 ore di elettricità al giorno. Le Nazioni Unite hanno avvertito che il blocco israeliano è responsabile per aver provocato una situazione umanitaria “catastrofica”. Israele, da parte sua, giustifica il blocco imposto su Gaza, sostenendo che esso è necessario per isolare Hamas, contro il quale ha combattuto tre guerre dal 2008.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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