Nigeria: esercito sventa attacco di Boko Haram contro campo di sfollati

Pubblicato il 9 ottobre 2018 alle 6:01 in Africa Nigeria

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L’esercito nigeriano ha reso noto di aver sventato un attacco di Boko Haram contro il campo di sfollati di Ngala, nello Stato del Borno, nel Nord-Est della Nigeria. Gli ufficiali nigeriano hanno neutralizzato tre terroristi e ne hanno arrestato un altro che è rimasto ferito nel corso dei combattimenti.

L’esercito locale sta continuando a portare avanti l’Operazione Lafiya Doile, “Sicurezza con ogni mezzo”, che mira a sconfiggere l’organizzazione jihadista nigeriana. Secondo fonti militari, la minaccia dei militanti islamisti in Nigeria sta crescendo significativamente. Nelle ultime settimane, centinaia di soldati sono stati uccisi dai terroristi di Boko Haram e dello Stato Islamico nell’Africa occidentale (ISWA). Nonostante il governo di Abuja abbia dichiarato più volte, nel corso degli ultimi anni, che Boko Haram è stato tecnicamente sconfitto e che la minaccia terroristica è diminuita, gli ultimi sviluppi dimostrano che i gruppi islamisti sono ancora molto attivi nel Paese africano.

Da quando Boko Haram ha avviato le proprie offensive, nel 2009, più di 30.000 persone sono state uccise e circa 2.6 milioni di cittadini hanno dovuto abbandonare le loro case. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere Niger, Ciad e Camerun, causando una grave crisi umanitaria nella regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF). Nel maggio 2018, il rappresentante speciale dell’Africa occidentale all’ONU, Mohammed Ibn Chambas, aveva lodato l’iniziativa regionale volta a combattere il terrorismo, ma aveva chiarito che questa non bastava a indebolire il gruppo jihadista, che è ancora lontano dall’essere sconfitto.

Boko Haram, che da quasi 10 anni conduce una campagna armata nella Nigeria nordorientale, è solito sferrare le sue offensive attraverso l’impiego di kamikaze che vengono fatti esplodere in luoghi affollati, come piazze e mercati. Questo è il metodo comunemente utilizzato dall’organizzazione jihadista, la quale utilizza soprattutto donne e bambine che, dopo essere state rapite, vengono costrette a diventare terroriste suicide. Tuttavia, anche gli scontri tra i militanti e l’esercito sono frequenti. A febbraio, i soldati di Abuja erano riusciti a liberare una base del gruppo nella foresta di Sambisa, a Sabil Huda, conosciuta per essere l’ultimo nascondiglio dei terroristi. Nel corso delle operazioni, gli agenti nigeriani avevano catturato 46 militanti e avevano distrutto i campi di addestramento dei terroristi. 

Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano informa che, nel corso dell’anno passato, Boko Haram e l’ISWA hanno compiuto complessivamente 276 attacchi, che hanno causato 1278 morti e 949 feriti, posizionandosi al quinto posto nella lista delle organizzazioni terroristiche più letali al mondo dopo ISIS, Talebani, al-Shabaab e il Partito Comunista indiano. La Nigeria continua a collaborare con altri vicini colpiti dal terrorismo nella task force multinazionale congiunta, tra cui Benin, Camerun, Ciad e Niger per contrastare i terroristi.

L’attività terroristica ha comportato lo spostamento interno di quasi due milioni di persone negli stati di Adamawa, Borno e Yobe, e lo sfollamento esterno di oltre 200.000 rifugiati nigeriani nei paesi limitrofi, principalmente Camerun, Ciad e Niger. Il governo nigeriano ha negoziato con Boko Haram per il rilascio del 6 maggio di 82 delle 276 studentesse rapite da Boko Haram a Chibok nel 2014. Secondo la campagna Bring Back Our Girls, alla fine del 2017 mancavano 113 studenti.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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