Crisi in Yemen: triplicati i casi di colera

Pubblicato il 2 ottobre 2018 alle 20:30 in Medio Oriente Yemen

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I casi di colera sono quasi triplicati nella regione costiera di Hodeida, in Yemen, da quando la coalizione guidata dai sauditi a dagli Emirati Arabi Uniti ha lanciato un’offensiva militare per riconquistare l’area, a giugno. 

Le strutture sanitarie in tutto il governatorato hanno registrato un aumento del 170% del numero di casi sospetti di colera, da 497 di giugno a 1.342 di agosto, secondo quanto riferisce un rapporto di Save the Children, l’ONG per la tutela dell’infanzia, con sede nel Regno Unito. Secondo l’organizzazione, il picco sarebbe in linea con i dati nazionali, che mostrano un costante aumento dei casi sospetti di colera nello Yemen. Il 30% di questi casi affliggono bambini sotto i cinque anni, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. “La situazione a Hodeida è diventata insopportabile a causa del conflitto”, ha riferito Mariam Aldogani, responsabile del campo di Hodeida di Save the Children. “Ho incontrato una madre di due figli che mi ha detto che tutta la sua famiglia è malata perché non hanno più accesso all’acqua pulita”.

L’aumento dei casi sospetti a Hodeida è coerente con il drammatico aumento dei combattimenti tra gli Houthi e le forze della coalizione guidata da Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti. Secondo quanto riferisce Al-Jazeera English, una serie di raid aerei alla fine di luglio ha causato il danneggiamento di una struttura sanitaria e di una stazione idrica che riforniscono Hodeida. I casi di colera sono quasi raddoppiati all’indomani dell’incidente, passando dal 732 di luglio a 1.342 di agosto. In una recente indagine delle Nazioni Unite, su oltre 2.000 yemeniti intervistati, più della metà, il 56%, ha citato il danno alle strutture di approvvigionamento idrico come la forma più comune di danno subito. Nel governatorato di Hodeida il dato è balzato al 62%. “I bambini nello Yemen stanno vivendo gravi difficoltà che nessun bambino dovrebbe essere costretto a sopportare, affrontando molteplici minacce, da bombe e proiettili alle malattie e alla fame estrema”, ha dichiarato Tamer Kirolos, direttore di Save the Children’s Yemen.

“Il trattamento del colera è semplice, a condizione che i bambini possano ottenere la reidratazione e gli antibiotici di cui hanno bisogno, e gli ospedali e le cliniche siano adeguatamente attrezzate, ma quasi 4 anni di conflitto hanno portato a un collasso quasi totale del sistema sanitario nello Yemen”. I combattimenti nei pressi di Hodeida, luogo d’accesso principale per le importazioni di aiuti umanitari e beni commerciali nel Paese, sono aumentati dal 13 giugno, dopo che l’alleanza guidata dagli Emirati Arabi Uniti ha lanciato un’operazione di vasta portata per riconquistare il porto strategico. L’offensiva viene condotta da un gruppo di forze che include la Resistenza Nazionale, un gruppo di combattenti fedeli all’ex presidente dello Yemen, Ali Abdullah Saleh, la Resistenza al Tihama, un gruppo di combattenti fedeli al presidente dello Yemen Abd-Rabbu Mansour Hadi, e la Grande Brigata, un’unità militare sostenuta dagli Emirati Arabi Uniti.

Riad e Abu Dhabi considerano il porto di Hodeida come il principale punto di ingresso del contrabbando di armi per gli Houthi e hanno accusato il loro rivale regionale, l’Iran, di inviare missili ai ribelli, un’accusa che Teheran ha negato. La guerra nello Yemen, il paese più povero della regione, è iniziata nel 2014 quando gli Houthi hanno messo in atto una ribellione nella maggior parte del Paese, compresa la capitale, Sana’a, risultata nella deposizione del presidente Mansour Hadi. Il governo di Hadi è stato rovesciato dai ribelli Houthi alla fine del 2014, dopo che i ribelli hanno avanzato il sud dalla loro roccaforte di Saada e catturato ampie parti del nord. Il conflitto si è intensificato nel 2015, quando l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno lanciato attacchi aerei nel tentativo di ripristinare il governo internazionalmente riconosciuto del presidente Hadi. Con il supporto logistico degli Stati Uniti, l’alleanza Arabia Saudita ha portato a termine oltre 16.000 attacchi alle aree detenute dai ribelli Houthi nel tentativo di mettere fine alla resistenza al presidente Hadi. In numerose occasioni, secondo quanto riporta il quotidiano arabo, questi attacchi hanno colpito matrimoni e ospedali, così come infrastrutture per l’acqua e l’elettricità, uccidendo e ferendo migliaia di persone.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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