Ciad: Boko Haram uccide 6 persone

Pubblicato il 1 ottobre 2018 alle 10:54 in Africa Ciad

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Boko Haram ha assalito i villaggi di Moussarom e Ngueleya, nella regione del Lago Ciad, uccidendo 6 persone, di cui 2 soldati, 3 agenti forestali e un ufficiale doganale. Le forze di sicurezza ciadiane, che sono intervenute per reprimere l’attacco, hanno eliminato 17 terroristi. L’ultimo attentato dei terroristi in Ciad si era verificato il 22 luglio scorso, quando alcuni militanti avevano fatto irruzione in un villaggio al confine con il Niger, uccidendo 18 persone e provocando l’evacuazione di almeno 3.000 cittadini.

Boko Haram, attivo in Nigeria dal 2009, ha causato la morte di almeno 20.000 persone, forzando 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case e causando una grave crisi umanitaria. Nel nord-est del Paese 450.000 bambini stanno rischiando di morire di fame. La furia dei jihadisti ha raggiunto anche gli Stati vicini, come il Ciad, il Niger e il Camerun, dove più di 2.000 scuole sono state chiuse. Secondo le stime del governo americano, nel 2017, Boko Haram è stato il quinto gruppo terroristico del mondo per numero di attentati, pari a 276, con un totale di 1287 vittime. Le violenze, gli stupri e i sequestri perpetrati dal gruppo nel corso degli ultimi anni sono innumerevoli. In particolare, i jihadisti utilizzano soprattutto donne e bambine che, dopo essere state rapite, vengono costrette dai miliziani a diventare kamikaze. Il 14 aprile 2014, i militanti di Boko Haram rapirono 275 ragazze presso la scuola secondaria di Chibok. Da allora, circa 60 sono riuscite a fuggire, mentre altre sono state rilasciate dopo negoziati. Lo scorso 7 maggio, almeno 86 giovani sono state rilasciate in seguito a lunghe trattative tra il governo di Abuja ed i terroristi. Al momento, le autorità credono che almeno 100 ragazze siano ancora nelle mani dei jihadisti.

Nonostante il governo di Abuja abbia dichiarato più volte, nel corso degli ultimi anni, che Boko Haram è stato tecnicamente sconfitto e che la minaccia terroristica è diminuita, gli ultimi sviluppi dimostrano che i gruppi islamisti sono ancora molto attivi nel Paese africano. Inoltre, tale situazione si sta verificando proprio quando il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, si è candidato nuovamente alle elezioni, previste per febbraio 2019, nella speranza di ottenere il secondo mandato.

Il Ciad è uno Stato dell’Africa centrale semidesertico e senza alcuno sbocco al mare, circondato da Paesi caratterizzati da forti instabilità, quali Libia, Sudan, Repubblica Centrafricana, Camerun, Nigeria e Niger. Da quando ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia, nel 1960, la storia del Ciad è stata caratterizzata dalla violenza, causata soprattutto dalle tensioni tra i cittadini arabi-musulmani, concentrati nel nord del Paese, e la maggioranza di cristiani e animisti che, invece, vivono nel sud. Nonostante nel 2003 sia iniziata la produzione petrolifera, grazie al completamento di un condotto che collega il Ciad alla costa atlantica, le autorità di N’Djamena, guidate dal presidente Idriss Déby e dal premier Alber Pahimi Padacké, continuano a faticare per cercare di ridurre il tasso di povertà, e per migliorare le condizioni sociali dei cittadini. La situazione umanitaria è ulteriormente aggravata dalle offensive di Boko Haram, che è particolarmente attivo nella zona del Lago Ciad, dove i militanti continuano a uccidere civili e a distruggere le abitazioni locali. La violenza dei terroristi ha contribuito ad aumentare il numero di sfollati interni, peggiorando nettamente le condizioni di vita degli abitanti della regione.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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