Mar Cinese Meridionale: nave da guerra USA attraversa l’area, attesa ira cinese

Pubblicato il 30 settembre 2018 alle 11:30 in Cina USA e Canada

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Una nave da guerra degli Stati Uniti è passata nei pressi delle isole contese del Mar Cinese Meridionale, domenica 30 settembre, in una mossa che potrebbe scatenare le ire della Cina.

Due funzionari statunitensi hanno comunicato alla CNN che il cacciatorpediniere lanciamissili USS Decatur ha navigato entro 12 miglia nautiche dalle scogliere Gaven e Johnson delle isole Spratly, in quella che la Marina statunitense ha chiamato “operazione per la libertà di navigazione”, che ha l’obiettivo di far rispettare il diritto al libero passaggio in acque internazionali.

“Le forze statunitensi operano nella regione indo-pacifica quotidianamente, incluso nel Mar Cinese Meridionale. Tutte le operazioni sono definite in accordo con leggi internazionali e dimostrano che gli Stati Uniti voleranno, navigheranno e opereranno ovunque tali regolamenti lo permetteranno” ha dichiarato un funzionario della difesa degli Stati Uniti. Le operazioni per la libertà di navigazione, ha aggiunto l’uomo, sfidano le eccessive pretese marittime, dimostrando, allo stesso tempo, l’impegno statunitense per il supporto di diritti, libertà e utilizzo degli spazi aerei e marittimi garantiti a tutte le nazioni dalla legge internazionale.

La Cina è particolarmente sensibile a tutte le operazioni che avvengono nel Mar Cinese Meridionale e soprattutto nei pressi delle isole Spratly e Paracelso, che Pechino rivendica come proprie e sulle quali, da tempo, sta stabilendo basi militari nell’area. Tuttavia, la comunità internazionale ha respinto le rivendicazioni cinesi. Gli Stati Uniti sono interessati a tutelare lo status di acque internazionali del Mar Cinese Meridionale poiché nell’area passano numerose rotte commerciali e sono presenti giacimenti di risorse minerarie e di gas naturale. Il governo statunitense, pertanto, condanna la militarizzazione delle isole da parte di Pechino, poiché teme che il governo cinese possa impedire l’accesso all’area e l’entrata del Paese nel giro di affari di circa 5.000 miliardi di dollari che passa nella zona.

L’ultima operazione per la libertà di navigazione era avvenuta a maggio, quando due navi da guerra della Marina statunitense erano passate entro 12 miglia nautiche dalle isole Paracelso. All’inizio dell’ultima settimana di settembre, Washington ha altresì fatto volare alcuni bombardieri B-52 sul Mar Cinese Meridionale e Orientale, aree considerate sensibili dall’esercito cinese. Pechino, infatti, ha protestato definendo “provocatorie” tali attività. Tuttavia, mercoledì 26 settembre, il segretario della Difesa statunitense, Jim Mattis, aveva cercato di minimizzare le tensioni tra Stati Uniti e Cina dichiarando che missioni come quella dei bombardieri B-52 non sono fuori dall’ordinario. Mattis, inoltre, ha ricordato che le acque dell’area sono internazionali.

Nelle ultime settimane, le tensioni tra Cina e Stati Uniti si sono moltiplicate. Le frizioni tra le due economie mondiali sono cominciate quando il leader della Casa Bianca, Donald Trump, aveva accusato la Cina di rubare le proprietà intellettuali statunitensi e aveva imposto circa 200 miliardi di dollari di dazi sui prodotti cinesi. Da parte sua, Pechino aveva risposto con 60 miliardi di dollari di tariffe sui beni statunitensi. Le tensioni si sono poi estese dall’ambito commerciale ad altri settori. Dal punto di vista militare, gli Stati Uniti hanno fatto ulteriormente infuriare la Cina imponendo sanzioni sull’Esercito Popolare di Liberazione a causa dell’acquisto di armi dalla Russia. In seguito all’imposizione delle restrizioni, la Cina aveva cancellato una serie di incontri militari con Washington e non aveva dato il permesso di visitare Hong Kong a ottobre a una nave da guerra statunitense. Gli Stati Uniti, inoltre, avrebbe aumentato il supporto a Taiwan, approvando, questa settimana, la vendita di nuove armi all’isola.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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