Barcellona: scontri e proteste tra separatisti e unionisti

Pubblicato il 30 settembre 2018 alle 6:00 in Europa Spagna

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Migliaia di persone hanno manifestato a favore e contro l’indipendenza catalana, nella giornata di sabato 29 settembre, paralizzando intere parti di Barcellona, due giorni prima dell’anniversario  che, nel 2017, ha segnato l’inizio della secessione che sta dividendo la Spagna.

Due persone sono state arrestate durante alcuni scontri scaturiti tra manifestanti separatisti e le forze dell’ordine, quando gente tra la folla ha lanciato vernice contro le forze antisommossa che tentavano di tenere separati i manifestanti indipendentisti da quelli unionisti. Sono molto forti le tensioni in Spagna, in particolare a Barcellona, capitale della regione catalana, nella giornata di sabato 29 settembre. L’imminente primo ottobre segnerà l’anniversario del referendum, poi dichiarato illegale da Madrid, con il quale i catalani si sono schierati a favore della piena indipendenza dal governo centrale, dando inizio a una lunga serie di manifestazioni, scontri e agitazioni nei mesi a seguire. Nella notte di venerdì 28 settembre, alcuni gruppi indipendentisti si sono accampati per impedire una manifestazione a sostegno della polizia dispiegata in Catalogna nel corso del 2017. Le autorità catalane hanno spiegato tale iniziativa affermando che, l’anno prima, almeno 1000 persone erano rimaste ferite dopo che la polizia ha cercato di impedire il voto nelle cabine elettorali di tutta la regione.

Per ore, i gruppi pro-indipendenza hanno inneggiato cori come “Non dimentichiamo e non perdoniamo”, scontrandosi con i manifestanti unionisti che protestavano al core di “Lunga vita alla Spagna”. La mobilitazione cittadina di sabato si prospetta come solo l’inizio di un fine settimana in cui sono state organizzate numerose manifestazioni, vista la ricorrenza particolare.

Narcis Termes, elettricista 68enne che, insieme a sua moglie, ha preso parte alle proteste dei separatisti, ha affermato di non nutrire più speranze circa l’ipotesi che la Catalogna riesca a conquistare l’indipendenza dal governo centrale di Madrid. “L’anno scorso abbiamo vissuto uno dei più bei momenti della nostra vita. Ho visto i miei genitori piangere di gioia quando hanno potuto andare al voto, ma adesso siamo bloccati”.

Joan Puig, un meccanico di 42 anni che, durante le manifestazioni, era impegnato a registrare le proteste con il suo cellulare per consegnare poi il materiale alla polizia, ha affermato che, a suo dire, il conflitto è stato innescato da ambo i lati dai politici, e adesso la situazione sta diventando sempre più tesa.

Un anno fa a quest’ora, la Generalitat, il governo autonomo catalano, convocava per domenica 1 ottobre il referendum sull’indipendenza della Catalogna dalla Spagna, dopo che il parlamento regionale aveva approvato la legge sul referendum e la legge sulla transitorietà legale, che sanciscono la rottura con Madrid. A favore Junts pel Sí, coalizione composta dal Partit Democrátic de Catalunya (centro-destra) e da Esquerra Republicana de Catalunya (centro-sinistra), e la CUP, l’estrema sinistra indipendentista. I votanti erano stati 2,2 milioni, su un potenziale censo di 5,3 milioni. I Sí erano stati 2 milioni. Il voto, illegale secondo Madrid, si era svolto in condizioni di assenza totale di controllo. In alcuni comuni i voti espressi avevano superato il numero degli aventi diritto. Secondo la linea adottata ormai da anni, il governo Rajoy aveva seguito le vie legali, facendo ricorso alla Corte Costituzionale, che aveva sospeso le leggi varate dal parlamento catalano, e poi, il 20 settembre 2017, inviando la Guardia Civil negli uffici dove si preparava il referendum. 14 persone erano a quel punto state arrestate e dieci milioni di schede elettorali sequestrate. In occasione del fallito referendum del 9 novembre 2014, Rajoy aveva agito allo stesso modo: l’allora presidente della Generalitat Artur Mas era stato condannato a due anni di interdizione dai pubblici uffici e a 5 milioni di euro di multa.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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