Moldavia: altri cittadini turchi rischiano di essere espulsi

Pubblicato il 27 settembre 2018 alle 19:26 in Balcani Turchia

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La direttrice di Amnesty International Moldavia, Cristina Pereteatcu, ha dichiarato che l’organizzazione in difesa dei diritti umani ritiene che 48 cittadini turchi residenti in Moldavia siano sotto sorveglianza da parte delle autorità di Chisinau e che potrebbero condividere la stessa sorte dei sette funzionari turchi impiegati nella catena di scuole di Fetullah Gulen, che sono stati espulsi dal Paese il 6 settembre.

“Altri 48 cittadini turchi potrebbero essere espulsi dalla Moldavia. Si tratta di una lista nera che non comprende solo impiegati legate alla catena di scuole superiori di Horizont, ma anche persone che svolgono altre attività in Moldova, come per esempio gli uomini d’affari”, ha riferito Cristina Pereteatcu al quotidiano Balkan Insight.

Cristina Pereteatcu ha dichiarato che Amnesty International, insieme ad altre organizzazioni per i diritti della Moldavia si stanno preparando alla visita di Erdogan in Moldavia, prevista per il 17 ed il 18 ottobre, in occasione della cerimonia di apertura del palazzo presidenziale che, dopo essere stato preso d’assalto durante le proteste di piazza dell’aprile 2009, è stato ricostruito da alcune compagnie turche. Balkan Insight ripota che i lavori di ristrutturazione siano stati pagati con un contratto che ammonta a 10 milioni di euro, che sono stati pagati dall’agenza per la cooperazione ed il coordinamento turco Tika.

I sette cittadini turchi che sono stati espulsi il 6 settembre si trovano attualmente sotto la custodia delle autorità di Ankara. Tre di loro si trovano nella stessa cella, mentre gli altri quattro si trovano in celle diverse. Cristina Pereteatcu ha riportato che ai sette funzionari della catena di scuola Horizon è stato garantito l’accesso ad un avvocato, sottolineando però che rischiano di essere condannati all’ergastolo.

Balkan Insight riporta che la direttrice di Amnesty Intenational Moldavia ha accusato le autorità di Chisinau di aver contraffatto alcuni documenti ufficiali per dimostrare di aver agito legalmente nel caso dell’espulsione dei sette cittadini turchi. Il quotidiano riporta inoltre che l’organizzazione per la difesa dei diritti umani, il 6 settembre, ha chiesto al Parlamento moldavo di spiegare perché le audizioni parlamentari relative alle espulsioni erano state tenute a porte chiuse, aggiungendo che il pubblico era ansioso di ricevere ulteriori aggiornamenti sugli eventi. La autorità hanno replicato che le ragioni dell’espulsione dei sette cittadini turchi non possono essere rivelate al pubblico in quanto si tratta di segreti di Stato.

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Cristina Lipari

di Redazione

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