Premier giapponese disposto a incontrare Kim Jong-un

Pubblicato il 26 settembre 2018 alle 16:27 in Corea del Nord Giappone

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Il premier giapponese, Shinzo Abe, ha dichiarato di essere disposto a incontrare il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, in seguito al secondo storico meeting con il presidente americano, Donald Trump.  

Nonostante tale affermazione costituisca una maggiore apertura del Giappone verso la Corea del Nord, Abe ha sottolineato che un futuro summit con Kim Jong-un sarebbe focalizzato sui rapimenti dei civili giapponesi da parte del regime nordcoreano, questione molto sensibile per Tokyo. “Per risolvere questo fatto sono pronto a mettere da parte la mia sfiducia verso la Corea del Nord e ad incontrare il suo leader”, ha spiegato Abe in occasione del proprio intervento in seno all’Assemblea Generale dell’Onu, a New York.  

Come spiega Channel News Asia, tra gli anni Settanta e Ottanta, Pyongyang ha rapito numerosi cittadini giapponesi per insegnare alle spie del regime la lingua e la cultura giapponese. L’ex premier giapponese Junishiro Koizumi si era recato due volte in Corea del Nord per cercare di ricostruire le relazioni con il padre dell’attuale leader nordcoreano, Kim Jong II, il quale aveva assicurato che tutti i giapponesi rapiti erano morti. Tuttavia, le famiglie delle vittime continuano a sostenere che siano vivi. 

Alla fine di agosto, il Giappone aveva dichiarato di ritenere che la Corea del Nord costituisse una minaccia alla sua sicurezza, nonostante l’interruzione dei test missilistici e il giuramento del leader di Pyongyang di denuclearizzare la penisola coreana. “Le attività militari della Corea del Nord rappresentano una delle più serie e pressanti minacce che il Giappone abbia mai affrontato”, aveva riferito il Ministero della Difesa in un comunicato. Occorre ricordare che Tokyo teme particolarmente Pyongyang, in quanto non possiede un sistema di sicurezza in grado di difendere il territorio nazionale da minacce di natura atomica e missilistica. Qualsiasi eventuale attacco americano contro la Corea del Nord produrrebbe effetti negativi sul Giappone, il quale è esposto ai missili nordcoreani senza avere i mezzi per difendersi in modo adeguato.  

Da parte sua, la Corea del Nord, nel corso del 2017, ha minacciato più volte Tokyo di “affondare l’arcipelago” e di ridurre il Giappone “in cenere”. Le minacce non sono state solo verbali, poiché tre test di lancio missilistico effettuati dalla Corea del Nord sono stati diretti nelle acque limitrofe alle coste giapponesi e ne hanno attraversato lo spazio aereo prima di finire in mare. Tra questi ricordiamo il test del 29 agosto 2017, in cui il regime di Pyongyang ha testato un missile balistico IRBM Hwasong-12, che ha sorvolato l’isola giapponese di Hokkaido, per poi inabissarsi al largo, e quello del 15 settembre 2017, quando la Corea del Nord ha lanciato un altro missile Hwasong-12 che ha sorvolato nuovamente l’isola di Hokkaido, cadendo in mare a circa 2000 km a est dalla costa giapponese.  

Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha reso noto che il prossimo incontro tra Trump e Kim Jong-un dovrebbe tenersi dopo il mese di ottobre.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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