Nuove violenze in Nicaragua

Pubblicato il 26 settembre 2018 alle 14:28 in America centrale e Caraibi

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Una persona è morta e almeno cinque sono rimaste ferite negli scontri tra polizia e opposizione nicaraguense nel corso di una marcia di protesta per chiedere le dimissioni del governo sandinista di Daniel Ortega, segnando una recrudescenza delle violenze che hanno causato più di 320 morti dal 18 aprile ad oggi.

Il giovane rimasto ucciso è stato identificato come Matt Romero, 16 anni, morto a causa di “fuoco incrociato”, secondo le autorità. La zia del ragazzo ucciso ha riferito alla stampa che il nipote sarebbe andato alle marce perché “non voleva vivere tutta la sua vita in un paese sotto la dittatura di Daniel Ortega”.

Nelle ultime settimane le proteste erano diminuite, anche se le denunce di arresti arbitrari degli oppositori sono in aumento. Domenica 23 settembre, tuttavia, la violenza è esplosa nuovamente quando i manifestanti dell’opposizione sono stati attaccati da uomini armati delle forze paramilitari sandiniste e dalla polizia.

Molti manifestanti hanno trovato rifugio nelle chiese. “Sono i paramilitari, mi hanno ferito al collo vicino alla spalla” – ha denunciato al settimanale costaricano Universiade Bryan Garcia, 15 anni, colpito da una pallottola. Anche altri manifestanti, che hanno chiesto di mantenere l’anonimato, hanno denunciato le violenze dei paramilitari.

“Il Nicaragua non ha bisogno di più repressioni o morti. Urge la democrazia, elezioni anticipate e giustizia ” -ha scritto il segretario generale dell’Organizzazione degli Stati americani (OEA), Luis Almagro, sul suo account Twitter. Anche il membro della Commissione interamericana dei diritti umani (CIDH), Antonia Urrejola, ha condannato in un tweet “la repressione della marcia in Nicaragua che ha provocato la morte di un adolescente”.

La protesta “Siamo la voce dei prigionieri politici” è stata convocata dai parenti di almeno 500 manifestanti imprigionati per aver partecipato alle manifestazioni anti-governative iniziate il 18 aprile scorso.

La manifestazione ha avuto luogo nonostante Ortega denunci chiunque prenda parte alle proteste come “un ostacolo” alla riconciliazione che il governo pretende di aver avviato nel paese.

“Quest’uomo [Ortega] è il peggiore che ci sia mai stato nella storia, né Nerone, né Erode, né Hitler, non c’è nessuno con cui possa confrontarlo” – ha denunciato Maria, 65 anni, all’agenzia di stampa AFP.

L’opposizione accusa Ortega, al potere dal 2007 dopo aver governato già tra il 1979 e il 1990, di istituire una dittatura caratterizzata dalla corruzione e dal nepotismo, insieme alla moglie e vicepresidente Rosario Murillo.

Ortega ha escluso nuovamente la possibilità di anticipare le elezioni dal 2021 al 2019 per risolvere la crisi che il Nicaragua sta attraversando ormai da cinque mesi.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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