Caracas accusa: Cile, Colombia e Messico volevano assassinare Maduro

Pubblicato il 25 settembre 2018 alle 15:37 in America Latina Venezuela

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Il ministro delle Comunicazioni del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha annunciato l’arresto di altre tre persone in relazione all’attentato contro il presidente del paese, Nicolás Maduro, dello scorso 4 agosto, per il quale sono state già arrestate 28 persone.

In concomitanza, il ministro delle comunicazioni ha chiesto al Messico, alla Colombia e al Cile di chiarire se avessero qualcosa a che fare con quell’attacco, portato avanti con i droni durante una parata militare. Le accuse rivolte contro Bogotà non sono nuove – lo stesso Maduro ha indicato l’ex presidente Juan Manuel Santos come mandante dell’attacco – ma in questa occasione il governo di Caracas, sempre più isolato nel consesso internazionale, va oltre e accusa anche Città del Messico e Santiago.

Le prove presentate da Rodríguez contro i tre governi latinoamericani si basano sulla testimonianza di uno dei detenuti, Henryberth Rivas Vivas, alias Morfeo, che in un video reso pubblico dall’Esecutivo venezuelano, allude al supporto logistico dei tre paesi per facilitare la fuga dei responsabili dell’attentato. “L’Ambasciata della Repubblica del Cile … Chi è il funzionario che quest’uomo dovrebbe contattare per nascondersi e poi scappare? – Ha chiesto il ministro nel corso della sua conferenza stampa – Il direttore commerciale dell’ambasciata colombiana deve spiegare come mai avrebbero funto da veicolo per il trasferimento in Colombia. E l’Ambasciata del Messico deve dirci se fossero in procinto di triangolare per rendere effettiva la fuga. L’Ambasciata del Cile deve ricordare che sta offrendo protezione ad uno dei signori più violenti dell’opposizione venezuelana, Freddy Guevara”, ha continuato Rodríguez riferendosi a uno dei principali leader antichavisti rifugiati nell’ambasciata cilena a Caracas dallo scorso 4 novembre.

Rodríguez ha aggiunto che la persona incaricata di sfidare i tre governi coinvolti nell’attentato sarà il ministro degli esteri, Jorge Arreaza, e ha emesso un avvertimento che suona come una minaccia: “In caso di atti terroristici, non c’è immunità diplomatica, né occultamento di terroristi”. Inoltre, ha insistito per coinvolgere il leader dell’opposizione ed ex presidente del parlamento Julio Borges nell’attacco, di cui Maduro ha chiesto l’estradizione dalla Colombia.

I tre paesi accusati da Caracas hanno risposto duramente alle parole di Rodríguez.

Il ministero degli esteri messicano ha “categoricamente” respinto le accuse e le ha definite “infondate”. In una dichiarazione, il Ministero degli Affari Esteri di Città del Messico assicura che il personale diplomatico “agisce sempre nel pieno rispetto del diritto internazionale e in conformità con i principi di politica estera” che contraddistingue la Costituzione messicana. Il messaggio è stato diffuso dall’Esecutivo di Enrique Peña Nieto che rimarrà al potere fino al 1 dicembre quando sarà sostituito da Andrés Manuel López Obrador. L’attuale cancelliere, Luis Videgaray, è stato particolarmente critico nei confronti della situazione in Venezuela ed ha guidato molte delle iniziative nell’Organizzazione degli Stati americani (OEA) contro il governo di Maduro. La strategia estera del prossimo esecutivo dovrebbe essere meno rigida nei confronti di Caracas. “Non metteremo il naso negli affari di altri popoli” – ha affermato López Obrador.

La Colombia ha respinto le accuse senza mezzi termini, definendole “segnalazioni sulla presunta partecipazione della missione diplomatica a Caracas nei presunti eventi che si sono verificati il 4 agosto”. “Nella situazione attuale che vive il Venezuela, l’Ambasciata di Colombia e i 15 consolati accreditati nel paese fratello sono non hanno altro interesse se non lavorare in modo coordinato per l’assistenza e la protezione dei nostri connazionali, ragion per cui le affermazioni del ministro Rodríguez sono completamente infondate” – ha reso noto il ministero degli Esteri di Bogotà, che esprime inoltre preoccupazione per la sicurezza del personale diplomatico a seguito delle insinuazioni del governo chavista.

Il Cile, infine, ha respinto “le insinuazioni e le minacce molto gravi e diffamatorie del governo di Nicolás Maduro”. L’esecutivo di Sebastián Piñera ha dichiarato in una nota di ritenere che “le minacce siano della massima gravità” contro l’integrità della rappresentanza diplomatica cilena a Caracas. “Esortiamo il governo del Venezuela ad agire con responsabilità e buonesnso e a ritirare le sue insinuazioni diffamatorie contro il nostro paese” – continua la dichiarazione del governo di SAntiago. “Il governo venezuelano manca di integrità morale per sollevare calunnie contro il Cile”. Il ministero degli Esteri ha convocato l’ambasciatore venezuelano a Santiago per inoltrare formale protesta.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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