Maldive: estesa di 3 ore l’apertura dei seggi per le elezioni presidenziali

Pubblicato il 23 settembre 2018 alle 16:08 in Asia Maldive

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La Commissione Elettorale delle Maldive ha esteso l’apertura delle urne per le elezioni presidenziali di 3 ore, a causa dell’eccezionale affluenza di elettori, secondo quanto riportato da un funzionario locale.

Domenica 23 settembre, il vice direttore del Comitato Elettorale maldiviano ha deciso di estendere l’orario di apertura dei seggi a causa delle lunghe code formatesi in tutto il Paese. Le urne sono state aperte alle 8 di mattina, ora locale, e chiuderanno, dopo l’estensione, alle 19. I risultati sono attesi per la mezzanotte.

Alcuni cittadini hanno lamentato tempi di attesa pari a più di 6 ore e, in alcune isole, gli elettori hanno cominciato a fare la fila ai seggi dalle prime ore del giorno. Molti sostenitori dell’opposizione hanno incolpato la Commissione Elettorale per i ritardi e le code, dichiarando che l’attuale presidente, Abdulla Yameen, sta cercando di frustrare gli elettori, così da dissuaderli dal votare. Il voto, considerato un referendum per la democrazia, deciderà se l’attuale leader del Paese verrà rieletto per un secondo mandato quinquennale.

Il governo ha vietato l’ingresso nel Paese ai giornalisti e agli osservatori esteri dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite per le elezioni. Più di 2000 osservatori locali monitoreranno le elezioni, mentre l’UE ha dichiarato di non aver inviato nessun funzionario poiché le Maldive non hanno soddisfatto le condizioni base per il monitoraggio. Inoltre, Bruxelles ha dichiarato di essere pronta a imporre sanzioni, inclusi divieti di viaggio e il congelamento dei beni, se la situazione non migliorerà. Gli Stati Uniti, da parte loro, hanno minacciato di agire contro i funzionari se il voto non sarà libero e giusto.

Mariyam Shiuna, la direttrice esecutiva dell’organizzazione Trasparenza per le Maldive, un gruppo che ha come obiettivo monitorare l’elezione, ha dichiarato che l’atmosfera nel Paese è tesa e incerta, specialmente dopo il raid della polizia nel quartier generale dell’opposizione, avvenuto sabato 22 settembre.

Nel periodo antecedente al voto, l’opposizione aveva accusato la Commissione Elettorale, guidata da un alleato di Yameen, di voler influenzare il voto cambiando le regole di conteggio e nominando presunti attivisti del partito al potere per amministrare il voto. Da parte sua, la Commissione ha respinto le accuse, definendole un tentativo di minare la fiducia nell’organo elettorale.

Yameen, che negli ultimi 5 anni ha governato il Paese attuando un giro di vite su tutti coloro che esprimevano dissenso, contende la posizione di presidente con il parlamentare Ibrahim Mohamed Solih. L’attuale leader, che era salito al potere nel 2013, durante il suo mandato ha incarcerato o costretto all’esilio quasi tutti i suoi rivali politici, ha bandito le proteste, sospeso il Parlamento e dichiarato per 2 volte lo stato di emergenza nel Paese. Inoltre, Yameen ha fatto uscire le Maldive dal Commonwealth, nel 2016, e ha migliorato le relazioni con la Cina e l’Arabia Saudita, che hanno entrambe finanziato le infrastrutture dello Stato. Nella sua campagna elettorale, l’attuale presidente ha insistito sul difendere il credo islamico e la sovranità delle Maldive, migliorando, allo stesso tempo, l’economia del Paese. Il candidato dell’opposizione Solih, invece, si è impegnato per riportare la democrazia e rilasciare i dissidenti incarcerati, tra i quali figura il fratellastro di Yameen, Maumoon Abdul Gayoom.

Le Maldive, abitate da circa 400 mila persone e conosciute prettamente come località turistica e balneare, hanno sperimentato un periodo di agitazione politica sin da quando Mohamed Nasheed, il primo leader del Paese a essere eletto democraticamente, nel 2008, era stato obbligato a dimettersi dalle forze dell’ordine, in seguito a un ammutinamento e golpe della polizia, nel 2012. Poco dopo l’annuncio delle sue dimissioni forzate, il vice di Nasheed, Mohammed Waheed Hassan, aveva giurato come nuovo presidente delle Maldive. Nasheed si era ricandidato alle presidenziali del 2013, ma era stato sconfitto al ballottaggio da Yameen.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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