Etiopia: primo Paese al mondo per numero di sfollati interni

Pubblicato il 21 settembre 2018 alle 7:33 in Africa Etiopia

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L’Etiopia è il principale Paese del mondo per numero di sfollati interni.

È quanto riferisce il Internal Displacement Monitoring Center (IDMC), il quale rende noto che, nei primi 6 mesi del 2018, nel Paese del Corno d’Africa erano presenti 1.4 milioni di sfollati interni, sottolineando che, in tale lasso di tempo, la situazione umanitaria è peggiorata significativamente. Gli sfollati sono stati causati sia da conflitti, sia dal maltempo. Alla fine di marzo, l’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM) aveva reso noto che circa 1.1 milioni di persone erano state costrette ad abbandonare le proprie case a causa di conflitti armati. In particolare, 857.000 individui si trovavano al confine tra le regioni Oromia e Somali, mentre altri 500.000 avevano dovuto lasciare le abitazioni per via di disastri climatici. Erano invece 47.600 i migranti etiopi che erano rientrati in patria, e 87.000 i rifugiati somali e sudanesi stanziati in Etiopia.

Gli ultimi scontri armati si sono verificati il 16 settembre, ad Addis Abeba e presso la città di Barayu, nella regione Oromia, dove 58 persone hanno perso la vita e molte altre sono state costrette ad abbandonare le proprie case. Amnesty International ha condannato l’accaduto, ritenendo che le violenze avevano un fondamento etnico. Gli scontri sono scoppiati in seguito al ritorno in Etiopia della leadership dell’Oromo liberation Front (OLF), il quale in passato si era battuto duramente per ottenere l’autodeterminazione dell’etnia oromo. I residenti di Barayu hanno riferito che i negozi sono stati saccheggiati e che i cittadini sono stati attaccati da giovani oromo che hanno preso di mira le case e gli esercizi commerciali appartenenti ad altre minoranze etniche.

Oltre ai conflitti etnici, l’Etiopia è stata caratterizzata da una forte instabilità politica fino a pochi mesi f. Tali tensioni erano emerse nel novembre 2015 per via del Master Plan, un piano adottato dalle autorità di Addis Abeba, che mirava a espandere il territorio della capitale a discapito degli abitanti della regione di Oromo, la più grande e la più popolosa del Paese. Nonostante il progetto fosse stato cancellato nel mese di gennaio 2016, le proteste erano continuate, diffondendosi anche nella regione di Amhara e, gradualmente, nel resto del Paese. I cittadini avevano cominciato altresì a chiedere la liberazione dei prigionieri e il riconoscimento di maggiori diritti per gli abitanti di Oromo e Amhara così che, dal 3 gennaio, il governo di Addis Abeba ha rilasciato più di 7.000 prigionieri per cercare di sedare le tensioni, senza tuttavia riuscirvi. In seguito alle dimissioni dell’ex premier Hailemariam Desalegn, presentate il 15 febbraio scorso, è stato imposto uno stato di emergenza per la durata di 6 mesi, che ha previsto una serie di restrizioni alla popolazione per mantenere l’ordine pubblico e garantire la sicurezza, tra cui il divieto di sciopero, di manifestare e di organizzare o partecipare a riunioni non autorizzate.

L’Etiopia, secondo Paese più popoloso del continente africano, è uno degli attori principali del Corno d’Africa, sia sul piano economico, sia sul piano della sicurezza. È previsto che lo Stato africano diventi il primo esportatore di energia dell’area e anche il Paese più importante per la produzione di energia rinnovabile di tutto continente. Nonostante ciò, nel 2016, l’Etiopia ha subito il peggior periodo di siccità degli ultimi 50 anni, il quale provocato una crisi umanitaria che ha interessato circa 10 milioni di persone. Secondo le stime del governo etiope e dell’Onu, entro la fine del 2018, saranno circa 16.4 milioni di individui a necessitare assistenza. L’Etiopia è altresì il secondo Paese africano per numero di rifugiati accolti, pari a più di 909.000.

Secondo il report dell’IDMC, la Siria è seconda all’Etiopia, seguita da 5 Paesi africani, quali Repubblica Democratica del Congo, Nigeria, Somalia, Repubblica Centrafricana e Sud Sudan.

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Sofia Cecinini

di Redazione