Governo Ortega denunciato dinanzi al Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU

Pubblicato il 20 settembre 2018 alle 19:00 in America centrale e Caraibi

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La Commissione Permanente per i Diritti Umani (CPDH) del Nicaragua ha denunciato il governo di Daniel Ortega dinanzi al Consiglio per i Diritti Umani dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, riferiscono alcuni media locali.

“Abbiamo fatto luce sul regime di repressione, sul numero di morti, torturati e detenuti nel nostro paese. Abbiamo denunciato il clima di violenza in cui vivono gli uomini e le donne della stampa, i vescovi, i sacerdoti e i sostenitori dei diritti umani, continuamente oppressi dal governo”, ha dichiarato il segretario esecutivo della Commissione Permanente per i Diritti Umani, Marcos Carmona, intervistato dal quotidiano El Nuevo Diario.

Il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite si è riunito proprio questo martedì a Ginevra per discutere della crisi socio-politica in Nicaragua.

Carmona ha dichiarato che la Commissione non può più”essere complice della violenza e degli abusi che si verificano ogni giorno per mano del governo del Nicaragua”.

Anche il vice procuratore per i Diritti Umani, Adolfo Jarquín Ortel, ha partecipato alla sessione, in rappresentanza dello Stato del Nicaragua.

Il funzionario ha negato ogni responsabilità del governo di Ortega nelle violenze degli ultimi mesi.

Carmona, da parte sua, ha più volte ribadito che “questa non è la realtà che vive il popolo del Nicaragua”.

Sono ormai cinque mesi che il popolo nicaraguense protesta contro il governo di Daniel Ortega.

L’arcivescovo di Managua, Leopoldo Brenes, ha espresso profonda tristezza per gli arresti arbitrari degli ultimi mesi e ha reiterato la disponibilità dei vescovi a lavorare per consentire un dialogo tra le autorità e l’opposizione.

Il Nicaragua vive da mesi una crisi causata da una serie di proteste dell’opposizione sfociate in feroci scontri tra dimostranti e forze dell’ordine.

Le organizzazioni per i diritti umani riferiscono che oltre 400 persone sono morte nelle proteste.

Il governo, da parte sua, ha dichiarato che dal mese di aprile sono morte non più di 200 persone e assicura che la violenza è fomentata in larga misura da settori dell’opposizione che cercano di rovesciare il governo di Ortega.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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