Siria: 15 morti dell’alleata Russia, per sbaglio

Pubblicato il 19 settembre 2018 alle 10:08 in Russia Siria

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L’aereo militare russo, dato per scomparso mentre sorvolava il Mar Mediterraneo con a bordo 15 soldati, lunedì 17 settembre, è in realtà stato abbattuto accidentalmente dalle forze del regime siriano.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha definito l’accaduto una “tragica catena di circostanze”, al fine di acquietare le tensioni dopo che il proprio Ministero di Difesa aveva accusato Israele di azioni ostili. Igor Konashenkov, portavoce del ministero in questione, aveva altresì dichiarato che i piloti israeliani avevano usato l’aereo russo come scudo, spingendolo intenzionalmente verso la linea di fuoco della difesa siriana. Dalle dichiarazioni emerge che lo Stato Ebraico ha notificato il proprio attacco meno di un minuto dall’inizio dei bombardamenti, non lasciando alcuna possibilità di salvezza all’aeromobile russo. Nonostante, alla luce di tali dati, Putin abbia deciso di utilizzare un tono più conciliatorio di quello del portavoce del Ministero della Difesa, il leader russo ha dichiarato che per quanto riguarda le misure di ritorsione, esse saranno mirate in primo luogo a garantire ulteriormente la sicurezza del personale militare e delle strutture russe in Siria, aggiungendo che i provvedimenti in questione non passeranno inosservati.

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha poi parlato telefonicamente con Putin, facendo al leader le condoglianze e confermando che la responsabilità dell’abbattimento dell’aereo russo è del regime siriano. Netanyahu ha inoltre colto l’occasione per ribadire che Israele rimane determinato a impedire all’Iran di ottenere appoggio militare in Siria e che continuerà a contrastare i tentativi di Teheran di aiutare Hezbollah ad usare armi letali contro Israele. Il leader dello Stato Ebraico ha poi sottolineato l’importanza del continuo coordinamento della sicurezza con Mosca, evidenziando come questo abbia salvato molte vite negli ultimi 3 anni. Infine, Netanyahu si è offerto di fornire a Putin tutti i dettagli necessari per indagare sull’incidente, inclusa la collaborazione del capo dell’Air Force israeliana a Mosca.

L’abbattimento del jet russo nella tarda serata di lunedì 17 settembre ha messo in luce i pericoli posti dagli interessi contrastanti delle varie potenze attive in Siria. L’affollamento dei cieli del Paese dilaniato dalla guerra civile ha altresì rischiato di danneggiare seriamente i rapporti tra Russia, Israele e la stessa Siria. Non a caso, l’incidente è stato considerato il peggior episodio di fuoco amico tra Mosca e Damasco, dall’intervento militare russo a sostegno delle forze del presidente Bashar al-Assad nel settembre 2015.

Secondo i dati forniti dall’esercito russo, l’aereo militare II-20 è stato colpito a 35 km al largo della costa mediterranea della Siria mentre tornava alla sua base di partenza. Tutti e 15 i membri dell’equipaggio russo sono stati uccisi.

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Alice Bellante

di Redazione

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